venerdì 30 dicembre 2016

INTERVISTA A STEFANO MARGUCCIO

Ciao a tutti come state? Siete pronti per capodanno?
Spero che stiate passando bene questi giorni 😊
Oggi abbiamo l'intervista a Stefano Marguccio, il quale mi ha anche fatto sapere che la copertina del suo libro è stata cambiata e devo dire che questa è davvero bella 😍

Parlaci di te e delle tue passioni?
Innanzitutto grazie Giorgia per questo spazio che mi hai voluto dedicare sul tuo blog. Parlare di me mi imbarazza sempre un po’. Ho quarantuno anni. Sono padre di una bimba fantastica di dieci. Da sempre sono una persona inquieta e probabilmente per questo scrivo e ho cercato di fare un lavoro dove si viaggia molto. Sono un nomade nell’anima. Cosa mi piace? Mi piace leggere, di tutto, perché è un po’ come viaggiare. Leggere ti apre la mente. Ti fa conoscere cose e persone nuove. Ti dà un punto di vista diverso sulle cose. Mi piace il mio lavoro, anche se non è detto che lo farò tutta la vita. Faccio il diplomatico dal 2004. In questi 12 anni ho viaggiato in trenta diversi Paesi in tutti i continenti. Ho conosciuto tantissime persone e visto mille paesaggi ,purtroppo spesso solo dal finestrino di una macchina. Mi piacciono gli animali e la natura. In particolare ho una fascinazione per i cavalli. Ho imparato a cavalcare che avevo già più di vent’anni. Stare in sella è una sensazione incredibile e la relazione con il cavallo ti costringe ad affrontare te stesso alla radice. Sono davvero lo specchio dell’anima di chi li monta. E mi piace scrivere.

Come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho iniziato a raccontare storie ai miei compagni di asilo. A 8 anni ho letto il Signore degli Anelli e non sono più uscito dal tunnel del fantasy. Provavo a scrivere racconti pestando sui tasti della macchina da scrivere, un oggetto che forse tu non hai mai neanche visto. Al liceo durante le lezioni scrivevo a biro un racconto cyberpunk a quattro mani con un mio compagno di classe. Poi l’università, il lavoro e la vita mi hanno fatto smettere. La scrittura è rimasta sempre un modo per mettere in ordine i miei pensieri, ma non ho più provato a produrre qualcosa di creativo. Fino al 2010, durante un periodo difficile della mia vita. In 3 anni ho buttato giù la storia di Delion. Un libro fantasy enorme, scritto soprattutto per me. Da lì ho iniziato un percorso che mi ha portato a pubblicare “Caccia Mortale – Cronache dei due mondi” il libro che hai letto tu, che non è altro che una rielaborazione dei primi 17 capitoli di quella storia, scritta questa volta per dei lettori. Il mio mentore ed editore Franco Forte mi ha aiutato lungo questa strada.

Quando ti è venuta l’idea per scrivere Cronache dei due Mondi?
Era maggio del 2010. Ho comprato uno di quei bei taccuini rilegati in pelle e ho iniziato a prendere appunti, un giorno in una pausa pranzo. Avevo in testa la storia di una terra e di quello che stava accadendo in quella terra. Di un ordine di cavalieri. Piano piano ha preso forma il personaggio di Delion e moltissimi anni. Nel taccuino ho segnato cronologie di eventi. Intrecci. Personaggi. Nomi. E’ ancora lì e ogni tanto aggiungo qualcosa. Poi mi sono messo davanti alla tastiera e ho iniziato a scrivere nei tempi morti, durante le vacanze, a margine delle riunioni di lavoro, durante i viaggi. Superate le trenta pagine non ci credevo neanche io. Ho scritto più di 227.000 parole. Per me era già un traguardo. Dentro ho messo soprattutto quello che vedevo: la rabbia delle giovani generazioni, i disastri ambientali, le migrazioni e le guerre e i tentativi di chi governa di gestire queste situazioni. Ho creato un’ambientazione che mi piacerebbe descrivere come Fantasy Rinascimentale, buttando dentro le sollecitazioni che avevo vissuto nella vita, le atmosfere, la diplomazia, l’Africa, la Cina e l’Albania, il Paese dove ho lavorato per quasi quattro anni come Console d’Italia. Poi ho incontrato Franco che mi ha costretto a farne qualcosa di leggibile e ho iniziato un altro viaggio, che è ancora in corso.
Se si può sapere, il secondo libro della serie come procede?
Procede più lentamente di come vorrei. Non ho molto tempo da dedicargli. Posso dirti comunque che la prima stesura è finita e sono abbastanza soddisfatto. Nel secondo libro si allarga l’orizzonte. Delion si va a collocare in un contesto geografico e politico più ampio. Ci saranno battaglie e assedi , intrighi e diplomazia. Il Re Nero, Al Hussam Shala sta invadendo Arkandia da sud e la guerra aumenterà il caos già causato da corruzione e Siccità. Ora dovrò fare le diverse letture ,personaggio per personaggio, per vedere che ogni protagonista sia adeguatamente caratterizzato e infine riguarderò tutti i dialoghi, che ritengo siano fondamentali per tenere alta l’attenzione del lettore. Per ora il secondo libro ha la stessa lunghezza del primo. Probabilmente dovrò aggiungere un appendice con nomi e informazioni, per aiutare il lettore. A me piace far le cose in grande, ma mi rendo conto che devo domare la mia tendenza alla quantità lavorando sulla qualità. Il personaggio di Fang Qwa Jia, che ti ha fatto un po’inquietare, rimarrà sullo sfondo e credo sarà il vero protagonista del terzo libro, assieme al mondo che non si vede e alla Porta.


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