giovedì 5 gennaio 2017

INTERVISTA A ELISA RAGA

Ciao a tutti come state?
Io molto bene, oggi vado a Milano a fare un po' di Shopping con i miei genitori e poi a salutare mia nonna 😊
Oggi come promesso l'intervista a Elisa Raga che ringrazio ancora per aver accettato 😘

  • Parlaci un po’ di te e delle tue passioni
  • Quando è nata la tua passione per la scrittura?
  • Come è nata l’idea per i tuoi libri?
  • Sei una ragazza molto giovane hai avuto qualche problema?
  • Stai scrivendo qualche nuova storia?
Ciao,
Ti ringrazio per avermi contattata. :)
Sono una ragazza di sedici anni amante della lettura e della scrittura: ho sempre preferito leggere piuttosto che svagarmi in altro modo. Immergermi nelle storie meravigliose di protagonisti impavidi mi sembra la maniera migliore di trascorrere una giornata noiosa. In passato mi capitò innumerevoli volte di pensare: "Perché non scrivo una storia mia, che mi caratterizzi?".
La risposta è abbastanza banale: non riuscivo a completare qualcosa, odiavo l'attesa e l'idea di scrivere qualcosa di lungo ed elaborato mi esasperava. Da bambina scrissi un "libro": era lungo tre pagine e qualche riga, e ricordo che lo vantai per giorni come se fosse stata una grande opera. La mia passione nacque in quegli anni, quando scoprii una saga meravigliosa che mi fece immergere nella lettura a tal punto da sconvolgermi.
Una sera mi demoralizzai parecchio a causa di ciò che mi disse mio padre: pubblicare un libro costava, e anche parecchio; ed era necessaria una buona dose di fortuna per entrare nel campo visivo di un editore. Fortuna che io non ho avuto.
Trascorse molto tempo da quella sera alla mattina in cui decisi di scrivere qualcosa: era l'agosto del 2014 e avevo appena finito di leggere Allegiant, libro conclusivo della saga di Veronica Roth che immagino che molti ragazzi conoscano. Purtroppo, il finale mi aveva delusa, avevo trovato il libro noioso e avevo faticato a concluderlo. Decisi dunque di scrivere un altro finale, solamente per me, per dimenticare l'originale e la mia delusione. Ma poco dopo cambiai idea: che senso avrebbe avuto scrivere solamente l'ultima parte? Pensai di riscrivere totalmente la storia, ma nemmeno quella decisione mi soddisfò. Non avrei pubblicato in ogni caso il racconto, ma scrivere una storia partendo da un'idea completamente esistente era esattamente ciò che da sempre avrei voluto evitare. Sarebbe stato inutile e noioso, e ne sarei rimasta certamente insoddisfatta.
Dunque, lentamente, arrivai a ideare la trama della mia opera, "Guardiani delle Tenebre", che conservava ancora gran parte delle caratteristiche di quella di partenza. Successivamente cambiai tutto ciò che rendeva il racconto che avevo scritto simile alla storia di Veronica Roth; o meglio, quasi tutto: solamente un particolare, all'inizio, è rimasto immutato, poiché non ha nessuna reale funzione eccetto quella di avviare la storia. Per me scrivere è sempre stato come leggere una storia già stampata: l'unica differenza è che i personaggi sono parte della mia mente, sono delle batterie che vengono scaricate quando e come lo decido io.
So di essere una ragazza molto giovane, ma questo non mi ha creato problemi di nessun tipo, se escludiamo alcune incomprensioni con gli editori che hanno finanziato la mia autopubblicazione. Per chi non sapesse il significato di "autopubblicare", posso dire brevemente che esistono degli "editori" disposti a finanziare l'opera, senza leggerla o correggerne gli errori, distribuendola sia online che nelle librerie fisiche.
Al momento sto scrivendo il terzo libro della saga "Guardiani delle Tenebre", ma non sono del tutto sicura che sarà il romanzo conclusivo.

In ogni caso, ho in mente alcune idee per scrivere una nuova storia. Una è stata già scritta, sprovvista ancora del finale, ma non mi soddisfa e immagino che rimarrà inedita

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