domenica 19 marzo 2017

IL PRECARIO EQUILIBRIO DELL AVITA DI GIORGIO MARCONI (segnalazione)

Titolo: Il precario equilibrio della vita
Autore: Giorgio Marconi
Genere:Romanzo (biografico e di costume)
N° battute spazi inclusi: 209.000 (circa)
pagine: 136
Prezzo di copertina:12,00 € (in vendita a 10,40 su IBS e altri siti)
Editore: 96, rue de-La-Fontaine Edizioni
Anno pubblicazione:2017
ISBN: 978-88-99783-28-0


Sinossi (circa 9.900 battute)

Primavera del 2006.
Il romanzo prende le mosse dalla consegna di una lettera spedita nel 1938 e che, per un disguido, ha giaciuto sotto un polveroso scaffale per più di sessant’anni.
Il destinatario è Giulio Matreschi, 98enne pittore, ospite di un Casa di Riposo per Ex-Artisti sita alle pendici della collinetta di MontMartre a Parigi, sovvenzionata da anni dalla famiglia di un mecenate italiano.
A consegnare la particolare missiva è Goffredo, distinto funzionario delle Poste, partito con scarso entusiasmo da Torino.
Ad accogliere Goffredo e introdurlo a Giulio è Yvonne (Ivy), corpulenta, ma a suo modo fragile, infermiera che coordina il personale di assistenza ai degenti della casa di riposo.
A spedire la lettera fu Clara, unico grande amore di Giulio. 
Lettera tanto attesa e che avrebbe potuto cambiare radicalmente il corso della vita dell'anziano pittore.
Il mancato arrivo di quella lettera nel 1939-40 ha portato Giulio a decidere di emigrare nel Nuovo Mondo (New York) in cerca di fortuna, trovandone poca.
Tornato in Italia, Giulio ha avuto una vita nomade e avventurosa come pittore e ritrattista di strada, trascorrendo la sua esistenza tra Piazza Navona (a Roma), Piazza del Campo (a Siena), passando per una breve unione con Edvige, distinta signora romana con la passione per la pittura per finire a MontMartre, luogo per certi versi simile (e per molti altri, diverso) a Piazza Navona.
Dal 1989 Giulio è ospite della Casa di Riposo per Ex-Artisti.
Goffredo accetta, apparentemente solo per educazione, l'invito a pranzo da parte di Giulio, nella mensa della casa di riposo. 
Tra una cucchiaiata di semolino e l'altra Giulio racconta al suo ospite gli episodi principali della sua vita.  Dalla nascita il 16 ottobre 1907, all'infanzia faticosa a cavallo della Prima Guerra Mondiale, a quel pomeriggio di Novembre del 1921 quando ebbe la sua iniziazione sentimentale e, nel contempo, comprese che la pittura avrebbe potuto essere la sua vita, al trasferimento a Roma nel 1936 nella bottega d'arte del maestro Boldretti, all'incontro con Clara, nella tenuta della marchesa Leonilde Aldovrandi, detta familiarmente "la villa".
Il racconto della vita di Giulio viene intercalato dalla descrizione di alcuni altri singolari ospiti della casa di riposo: 
- Bertrand (detto Cucciolo),pittore con la passione (quasi una cotta adolescenziale) per Brigitte Bardot, di cui porta sempre sotto braccio un album di foto.
 - Oswald, scultore tedesco, solito plasmare qualsiasi tipo di materiale abbia sotto mano al momento dell'ispirazione artistica.
 - Enrietta, suonatrice d'arpa ungherese, invaghita di Bertrand e sempre respinta.
 - Carol, 57 anni, la più giovane ospite, ballerina di tip-tap. A volte entra nei pensieri (e solo nei pensieri) di Giulio, che sono tutto quel che è rimasto della sua giovanile virilità.
 - Edmondo, miglior amico di Giulio, madonnaro toscano affetto da morbo di Parkinson. Le strade di Giulio e Edmondo si incrociarono nel 1951 a Piazza Navona, per incontrarsi nuovamente nel 1980 a MontMartre e, definitivamente nel 1992 nella casa di riposo.
 - Woody, pittore di colore, 69 anni. Cieco dal 1960, anche se Giulio nutre qualche dubbio.
- Crosby, pastore tedesco, mascotte della casa di riposo.
Giulio continua a raccontare la sua vita. Dopo quasi 2 anni, nel Luglio del 1938, Clara con la sua famiglia, si trasferì nella tenuta di Casal Monferrato. Scambiarono un paio di lettere… poi il silenzio. 
Vedendo disattese le proprie speranze d’Amore, convinto che Clara l'abbia dimenticato, nella primavera del 1940 decide di tentare fortuna oltreoceano, anche in virtù dei prodromi di una guerra che, di lì a poco, avrebbe sconvolto l’Europa. 
Di fortuna in America ne trova poca e torna in Italia nel Giugno del 1946. Si guadagna da vivere come imbianchino e garzone tuttofare. Nel 1950 comincia a frequentare Piazza Navona, divenendo presto uno dei ritrattisti più apprezzati. 
Nel 1952, sempre a Piazza Navona, accade un singolare episodio. 
Giulio salva dalla caduta una ragazzina in sella a una Vespa.
L'anno successivo rivede un episodio simile sul grande schermo nel film: "Vacanze Romane".
Parallelamente viene sviluppato il personaggio di Yvonne, che ha dovuto immolare la sua gioventù dedicandola interamente all'assistenza dei genitori anziani, gravemente malati (Alzheimer). Porta dentro di sè il peso di un profondo senso colpa per la morte del padre, avvenuta a causa di una caduta, mentre lei stava "colpevolmente" dormendo nella stanza accanto. La donna vede la sua attività di capo-infermiera presso la casa di riposo come una salvezza. Qualcosa che ha dato continuità e un senso preciso alla sua vita. Un modo per espiare la sua estrema colpa. 
Da qualche anno intrattiene una quotidiana corrispondenza via mail con Lotte, una giovane ragazza che vive in Normandia, nel paese vicino a quello in cui Yvonne ha vissuto la sua gioventù. Lotte sta vivendo un'esperienza simile, assistendo i genitori anziani e malati. 
Yvonne rimane favorevolmente colpita dai modi eleganti di Goffredo, così come l'uomo, imprigionato in una vita grigia e priva di forti slanci emotivi, è attratto dalla morbida gentilezza della donna che gli infonde una sensazione di calore familiare e complicità.
Il racconto della vita di Giulio si alterna con quello della corrispondenza tra Yvonne e Lotte, con i commenti e le reazioni di Goffredo e con la descrizione di alcuni divertenti episodi accaduti nella casa di riposo, come una memorabile rappresentazione di una riduzione del "Romeo e Giulietta", durante l'abituale spettacolino del Venerdì sera nel rudimentale teatrino ricavato nel seminterrato.
Dovendo prepararsi per la cena, Giulio si accomiata dal suo "giovane" ospite che lo sorprende con un bacio sulla guancia.
Goffredo riesce a sorprendere anche Yvonne con un baciamano d'altri tempi, facendola arrossire. Ivy scrive su un foglietto il suo indirizzo email e lo porge a Goffredo. 
Nel precario equilibrio della vita, non tutto è come sembra. 
Il migliore dei sogni può coincidere con il peggiore degli incubi.
Su questo riflette Giulio parlando di un suo sogno in cui era sposato con Clara e gestiva, dietro la classica scrivania, una galleria d'arte. Nel sogno si rendeva conto che, in quella versione della sua vita, non avrebbe mai avuto la possibilità di conoscere Edmondo, tutti i degenti della casa di riposo, ne avrebbe potuto vivere appieno il senso di libertà che si prova nel disegnare e dipingere in strada. 
Durante il viaggio di rientro a Torino, Goffredo riflette sul fatto di essere felice per la giornata trascorsa, ma al tempo stesso triste per non essere stato sincero fino in fondo e per non avere avuto il coraggio di confessare a Giulio che, in realtà, non è un funzionario delle poste, ma un modesto pittore direttore di una galleria d'arte e, soprattutto, suo figlio e di Clara Aldovrandi. Era stata una sua zia (residente nella tenuta di famiglia a Casal Monferrato) a ricevere la lettera di scuse dalle poste italiane. Lui stesso aveva condotto una ricerca che, per pura fortuna, l'aveva portato a scovare Giulio come ospite della stessa casa di riposo che la sua famiglia sovvenzionava con una congrua retta mensile dal 1952. Quell'anno mamma Clara aveva convinto il nonno a portare lei e il piccolo Goffredo (12 anni) a Parigi, dove lei e Giulio sognavano di fare il viaggio di nozze. Passeggiando sulla piazzetta di Montmartre, l’attenzione della mamma fu rapita dall’insegna su una villetta alle pendici della collina. Era l’insegna di una casa di riposo:"Maison de retraite pour anciens artistes". Sotto al nome una nota: la struttura avrebbe chiuso il mese successivo per mancanza di fondi. Clara convinse nonno Eugenio a salvare la struttura. Da allora, ogni mese, sino ai giorni nostri, la famiglia Aldovrandi ha sovvenzionato le spese per la gestione di quella casa di riposo e per il mantenimento dei suoi ospiti. In volo verso Torino, stanco per le emozioni della giornata appena trascorsa, Goffredo si addormenta pensando a Yvonne e a suo padre ripromettendosi di tornare presto a trovarlo e dirgli tutta la verità.
Nel frattempo Yvy continua a scambiare mail con la giovane amica Lotte.
In realtà è un modo che la sua mente ha escogitato per darle conforto. Un modo per potersi confidare con qualcuno che la capisca, per potersi sentire una volta di più utile a qualcuno. In realtà Yvonne Charlotte De Granmont, fin da piccola era stata chiamata Lotte. Di giorno Yvy-Yvonne scrive a Lotte… e di notte, quasi in stato di trance, Yvonne si immerge in un'altra realtà, quella del suo passato, come Lotte-Yvonne risponde  a Ivy

Il giorno successivo Yvonne trova il corpo senza vita di Giulio, steso sul letto, la mano sopra la lettera ancora nella sua busta.
Yvonne non riesce a resistere alla curiosità e legge la lettera di Clara.
È una lettera d'amore nella quale la ragazza prega Giulio di raggiungerla nella tenuta di Casal Monferrato. Al termine della lettera c'è un PS che inevitabilmente fa pensare al fatto che Clara era incinta di Goffredo.
Yvonne rimane colpita dal sorriso morbido che Giulio ha conservato sul volto irrigidito. Anche la morte può essere dolce. Questa consapevolezza l’aiuta a risolvere, almeno in parte, il senso di colpa che le attanaglia l’anima da troppo tempo. Sente che specchiarsi in quella morte così placida è stata una gran bella medicina. Così come il sentimento che sente per Goffredo.
Quella notte vorrebbe scrivere alla giovane amica Lotte della morte di Giulio e della lettera, ma, accedendo alla sua casella di posta elettronica, ha la sorpresa di trovare 2 mail, una di Lotte e l’altra di Goffredo.
Dopo un momento di incertezza, prende la sua decisione. 
È ora che la sua amica Lotte impari a cavarsela da sola. 
Yvonne si rende conto di essere finalmente libera. 
Apre la mail di Goffredo. 


Un nuovo capitolo della sua vita ha appena avuto inizio.

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