venerdì 6 gennaio 2017

INTERVISTA A DAISY FRANCHETTO

Ciao a tutti come state?
Oggi per me è una giornata molto stressante perché domani torno in Spagna quindi sto preparando la valigia, cosa che odio fare, e in più devo rivalutare tutti un'altra volta 😔
Però mi dovrò abituare a questa vita dato che durerà ancora 4 lunghissimi anni, poi magari tra qualche mese o forse di più non la penserò più così ahaha
Oggi come promesso, anche se per poco me lo dimenticavo, abbiamo l'intervista a Daisy Franchetto la quale ringrazio moltissimo 😘

  • Parlaci un po’ di te e delle tue passioni 
Questa è sempre la domanda più difficile. Da dove parto? Le mie passioni e le cose di cui mi sono occupata nella vita per lo più coincidono, e in questo sono stata fortunata. Per molto tempo ho lavorato nella relazione d’aiuto, declinata in vari modi (handicap, malattia mentale, senzatetto, counseling, diritti umani). Amo scavare nell’animo umano, compreso il mio. È un’attività che non ha mai termine e che mi ha consentito negli anni di accumulare molto materiale che poi è confluito in ciò che scrivo. Mi interesso di esoterismo, di alchimia e di simbolismo.

  • Quando è nata la tua passione per la scrittura? 
L’amore per la scrittura, come strumento di comunicazione, c’è sempre stato. Anni fa avevo anche scritto un racconto. Poi però l’esplosione è avvenuta sette anni fa, con l’idea per il primo romanzo. Allora mi sono gettata anima e corpo nella scrittura.

  • Come è nata l’idea di Dodici porte? 

Dodici Porte è nato sotto la spinta di più stimoli. C’era l’idea di una casa con delle porte che si aprivano mostrando mondi diversi, poi l’esigenza di parlare di un tema importante come la violenza sulle donne (ma di farlo a modo mio), e il bisogno di rielaborare un dolore personale. Il tutto si è mescolato dandomi la giusta spinta per la scrittura. 

  • Scrivere il primo libro è stato più difficile o facile rispetto al secondo? 
Scrivere il primo libro è stato difficilissimo! Non perché mancassero le idee. Ero profondamente insicura, non sapevo se valesse la pena di andare avanti. Non avevo l’idea di pubblicarlo, quella è venuta molto dopo. Scrivere il secondo è stato un po’ più semplice. Rimane l’insicurezza e il timore che quel che scrivi possa non interessare a nessuno, ma rispetto alla prima volta, mi sono divertita molto di più. Ho un rapporto ambivalente con la scrittura: da una parte non posso farne a meno e dall’altra soffro perché mi chiedo continuamente se ne sono in grado. Una faticaccia!

  • È stato difficile creare un mondo così particolare e fuori dal comune?

No, perché è stata un’emersione molto spontanea, guidata probabilmente da tutte le letture che mi hanno accompagnato negli anni. Rispetto ad altri autori, vivo il problema di non riuscire a restare con i piedi per terra. Ammiro molto chi riesce a scrivere storie nelle quali non spunti mai un elemento fantastico, un portale dimensionale, un mostro, un drago…In questi ultimi sette anni ho scritto tre romanzi e una ventina di racconti, solo uno è puramente realistico e senza nemmeno un accenno di fantasy. Utilizzare la fantasia e il simbolismo per analizzare la realtà è il mio pane quotidiano oramai.

Grazie mille a tutti gli autori che hanno accettato di rilasciare un'intervista sul mio blog ma soprattutto a tutti voi lettori che le avete lette 😊
Ovviamente non si concludono qui le interviste agli autori però con oggi si concludono le due settimane in cui si concludono le otto interviste. Spero che questa iniziativa vi sia piaciuta :)

Nessun commento:

Posta un commento