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mercoledì 21 agosto 2019

PIANO CONCERTO SCHUMANN DI PAOLA MARIA LIOTTA (segnalazione + intervista)

Ciao a tutti, spero che le vacanze stiano andando bene.
Io spero che non finiscano mai anche perché il 2 di settembre inizio gli esami 😓
Parlando di libri oggi vi parlo di un libro davvero interessante. L'autrice e "Scrittura a tutto tondo" sono stati molto gentili e disponibili a concedermi un intervista.

TITOLO: Piano concerto Schumann
AUTORE: Paola Maria Liotta
EDITORE: Il seme bianco
GENERE: Narrativa contemporanea
Costo: 15,90€ (cartaceo)
Pagine: 167
TRAMA: 
Fiamma Fogliani è una pianista di fama internazionale e una donna dotata di classe, fascino e intelligenza. Vive a Londra, seguita dalla sua agente Emma, sotto le attenzioni dell’amica Paulette e coccolata dalla sua gatta Camelia; con Sergio è sbocciata una simpatia che potrebbe sfociare in qualcosa di più… insomma, la sua è una vita quasi perfetta.

Fino al giorno in cui un uomo, che non rivela la propria identità, la sceglie come solista nel Piano Concerto Schumann: Fiamma dovrà eseguirlo per un pubblico selezionato e l’incasso sarà devoluto a favore di un principato del Vicino Oriente devastato dalla guerriglia. Come se non bastasse, Paulette le regala un antico strumento musicale, una spinetta che ha una storia misteriosa…

In un romanzo che è una lode alla musica e alla bellezza, viviamo un susseguirsi di situazioni emozionanti e intricate, di pause sapienti e improvvise accelerazioni degne di una sinfonia. La protagonista si fa eroina e portavoce di tutte le donne consapevoli del proprio valore; dalla spirale che la avvolge, dopo una lotta accesa, uscirà vincente, riscoprendo nell’amore per la musica la sua unica possibilità di fronteggiare il male.


L’AUTRICE:
Paola Maria Liotta vive ad Avola (Siracusa) ed è docente di materie letterarie e latino nei licei. Appassionata di letteratura da sempre, cura presentazioni di libri, salotti letterari ed eventi culturali.
Ha pubblicato quattro sillogi poetiche, ottenendo premi di rilievo nazionale. Al 2013 risale la pubblicazione del suo primo romanzo, Ed era colma di felicità.
È anche appassionata di gastronomia: ha curato una rubrica gastronomica sul «Gazzettino del Sud-Est» e nel 2014 ha pubblicato Miele, mandorle e cannella, finalista al Premio Letterario “Città di Pentelite”.
A sei anni dal suo debutto nella narrativa, torna in libreria con Piano Concerto Schumann e affida a “Scrittura a tutto tondo” la promozione della sua opera.


INTERVISTA:
  1. Parlaci un po’ di te e delle tue passioni.
Saluto intanto i lettori e la curatrice del blog “Libri una passione”, che ringrazio. Sono una docente di Lettere, insegno in un Liceo, e amo da sempre i libri, la letteratura, la scrittura. Nella mia vita credo non ci sia stato attimo in cui non abbia avuto il supporto, la gioia, il godimento dei libri; e non solo per motivi di studio o prettamente professionali. Amo molto anche la musica e tutto ciò che pertiene l’arte e la cultura. La cucina, altra mia grande passione: perché in essa si mescolano tradizioni, usanze, riti e miti. Curo, quando possibile, un mio blog, www.paolaliotta.it, ovvero “Di scritture, di sogni e di chimere”. E, naturalmente, amo molto anche la poesia nell’accezione pura del termine, e la amo a partire dai classici greci, Omero in testa. Nella grande letteratura, non esistono generi giacché è un unicum meraviglioso dello Spirito.
  1. Com’è nata la tua passione per la scrittura? Ti ricordi il momento in cui hai iniziato a scrivere?
Ricordo a che età ho desiderato insegnare, sugli otto anni, con 40 bambole e una lavagna a muro. Inoltre ricordo vividamente l’ascolto attento delle narrazioni dei miei nonni, tutti bravissimi affabulatori, e le letture delle prime fiabe e dei primi libriccini per l’infanzia. Tutto ciò mi ha instillato un fortissimo amore per la scrittura. I miei mi narravano che, sui due anni, li assillai per un’intera giornata con la frase “cerchietto e coda”. Infine, con un pezzetto di carta in mano, li convinsi: volevo riprodurre sul foglio la lettera “a”, che qualche giorno prima mi avevano insegnato a scrivere; un cerchietto e una codina, appunto. Ho sempre inventato storie e creato fumetti, poesie, piccole prose e riflessioni. Ho iniziato tardi a pubblicare qualcosa di mio, e quasi scritto in estemporanea, e dico dei miei versi. Ma quanto ho maturato in me, dei miei interessi, delle mie ispirazioni, dei miei ideali, è ben custodito. Come un forziere pieno di visioni e di trame, da suscitare al momento opportuno. 
  1. Hai delle abitudini quando scrivi?
Nutro un grande desiderio di scrivere. Le ore più congeniali, quelle del mattino. E spesso mi bastano dieci-quindici minuti per dare corpo a quanto si è sedimentato in me, a un’emozione che intendo trasporre sulla carta, a un fatto o a un pensiero che ritengo importante tradurre in parole. Scrivo allora di getto, davanti a un bel caffè fumante. Ascoltare i suoni del risveglio è motivo di profonda gioia, la stessa gioia che la scrittura mi infonde sempre. Poi, ogni luogo, ogni tempo sono propizi se c’è l’ispirazione giusta per scrivere. 
  1. Com’è cambiata la tua vita scrivendo?
Avendo sempre scritto, potrei solo dire che è cambiata quando ho deciso di pubblicare: quanto andava sulla carta poteva ormai essere diffuso, non era più “mio”; quindi, era giusto, per me, che giungesse ad altri. Confido molto nel valore memoriale, affettivo, civile dello scrivere. Dunque, la mia vita ha acquisito semmai una luce diversa: per esempio, la consapevolezza di quanta bellezza ci circondi anche nei momenti più complessi. Un po’ come dice un grande poeta del nostro Decadentismo, “scoprire nelle cose il loro sorriso, la loro lacrima”. E io sono una disposta a vederci sempre, o quasi, il sorriso, in ogni tratto del reale. La scrittura è un’arma della speranza, la sua arma migliore.
  1. Quando scrivi una storia le idee sono già nella tua testa o arrivano strada facendo?
Sorriderò nel rispondere a questa domanda assai graziosa. Si possono prestabilire mille trame e fissare dei paletti al territorio della propria immaginativa. Però, quando i personaggi cominciano a essere vivi e ben definiti, sono loro che conducono il gioco… Ignorarne le ragioni profonde che li hanno fatti scendere in campo, cioè uscire dalle brume dei miei pensieri, vorrebbe dire negarne l’essenza, e ucciderli. Li preferisco ben vivi e pieni di aspettative, proprio come me. 
  1. Com’è nata l’idea per questo romanzo?
L’amore per la scrittura e quello per la musica hanno avuto terreno fertile nelle corde neppure tanto segrete della mia fantasia. È stata una bellissima avventura, così come il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, Op. 54 lo è stato per Robert Schumann, che lo ha concluso dopo ben cinque anni assai intensi di composizione. In questo romanzo può leggersi anche il mio tributo al compositore tedesco, che tanto ancora avrebbe potuto dare alla musica di tutti i tempi e, soprattutto, un omaggio alla grandezza della moglie, Clara Wieck, pianista e compositrice di fama, che ha portato al successo questo spartito. Per il resto, esso doveva nascere. L’idea ha preso corpo, ancora una volta, dalle mie predilezioni. Non per niente, i romanzi son definiti “creature di inchiostro e anima”.
  1. Com’è nato il personaggio di Fiamma Fogliani?

Fiamma Fogliani è una creatura meravigliosa e sublime, una grande artista, un grande cuore. Impossibile che non vedesse la luce. Una donna consapevole del suo valore, una innamorata a pieno di ciò che fa, è un bel personaggio, per questi nostri tempi spesso bui e desolati. La sua limpidezza di sentire, una bella sfida. La commozione per la sua arte, in lei, è pari all’ardore con cui ama la vita e si lascia incantare dalle sue occasioni. Un personaggio positivo e determinato, che affronta le gioie, gli eventuali disincanti e i successi con acume, sensibilità e grande cuore. Non potevo non dare vita a una protagonista così. 

mercoledì 1 febbraio 2017

SHINIGAMI & CUPCAKE DI FRANCESCA ANGELINELLI (segnalazione e intervista)

TITOLO: Shinigami & cupcake
AUTORE: Francesca Angelinelli
Genere: Urban Fantasy/Fantasy orientale
Pagine: 520
Prezzo: ebook: 3,99
EDITORE: Genesis publishing
Data di uscita: 30/01/2016
TRAMA: Minami è una giovane e promettente pasticcera, che sceglie di trasferirsi a Tokyo per crescere professionalmente. Ma la vita nella capitale si rivela fin da subito più avventurosa di ogni sua aspettativa. Le giornate di Minami non saranno scandite solo dalla preparazione di deliziose cupcake al cioccolato, ma anche dalla caccia al demone che perpetrando riti occulti sacrifica giovani donne che come lei hanno il poteri di interagire con gli spiriti. Affianco a Minami, per riportare l’equilibrio nel mondo degli spiriti, vi sarà uno shinigami ribelle e innamorato, totalmente incurante delle regole poste dal signore dell’aldilà.
Tra avventure al limite dell’impossibile, sentimenti improvvisi, sacrifici crudeli e nuove amicizie, Minami scoprirà che nulla accade per caso e che l’Amore è l’unica forza in grado di sconfiggere il Male.
L’autrice:
Vive nella provincia di Varese con suo marito e tre cani. Sin dall’infanzia ama leggere e inventare storie fantastiche. Durante gli anni dell’università si avvicina alla scrittura in modo più professionale, seguendo corsi di scrittura creativa, e dal 2007 inizia la sua avventura nel mondo dell’editoria. Da sempre appassionata di estremo oriente e di Giappone in particolare, ama i manga e gli anime, i film wuxia e la letteratura classica giapponese. Si avvicina al fantasy fin da giovanissima con i romanzi di Marion Zimmer Bradley e, quando approccia il suo primo romanzo, decide di coniugare la passione per l’oriente e quella per la narrativa fantastica iniziando un percorso che la porterà ad esplorare diversi aspetti della mitologia e del folklore orientale.

Contatti:


INTERVISTA:
  • Parlaci un po’ di te e delle tue passioni
Sono Francesca, ho… no, dopo una certa età gli anni non si dicono più. Sono un’educatrice cinofila, vivo con mio marito e i nostri tre cani. E sono appassionata d’oriente e di Giappone in particolare. Per qualche anno ho praticato kyudo, il tiro con l’arco giapponese, ma ho dovuto interrompere per problemi a un braccio. Sono una grandissima amante di manga e anime. E la mia autrice giapponese preferita (di romanzi) è Banana Yoshimoto. Adoro anche il cinema cinese di arti marziali, specialmente il genere wuxia, tipo La tigre e il dragone, per capirci.
  • Com’è nata la tua passione per la scrittura?
Da bambina, scrivevo sempre delle storie, dei racconti. Poi all’università ho seguito un corso di scrittura creativa e ho studiato per affinare la tecnica. A un certo punto volevo leggere delle storie fantasy, ma di ispirazione orientale e, siccome in italiano non ne trovavo, ho deciso di scrivermele da sola.
  • Nella trama di questo libro si capisce che si parla di Cupcake e demoni, come mai questo abbinamento?
Molte delle mie storie si basano sulla dicotomia tra due personaggi che sono spesso opposti e complementari al contempo. Anche Minami e Shin, i protagonisti di questo romanzo, hanno questa caratteristica e il titolo li rappresenta bene. 
  • Come nasce l’idea per questo libro?
Nasce dalla mia passione per il mondo manga e anime, è un omaggio a quell’universo fantastico. In particolare nasce dalla frustrazione per la conclusione, in sospeso, di una serie anime che ho molto amato (che è Noragami, di cui attendo fiduciosa la terza stagione). Molti scriverebbero fanfiction, spinti dal quel senso di abbandono, io no, io ho scritto una storia mia, personale. Perché non sono in grado di lavorare con personaggi di altri e perché già da un po’ volevo scrivere un fantasy orientale che fosse urban e non solo fantasy.
  • Come mai hai deciso di ambientarlo proprio a Tokyo?
Perché è plausibile che una ragazza giovane, con una sua professionalità, vada a Tokyo a cercare fortuna piuttosto che in un’altra grande città del Giappone. E questo ha rappresentato per me una grandissima sfida, perché io non amavo Tokyo. In un mio ipotetico viaggio in Giappone, Tokyo l’avrei anche saltata, preferendole mete più legate alla storia e alla cultura classica, come Osaka, Kyoto, Nagoya.
Ora non vedrei l’ora di andare a Tokyo e farmi il tour di Shinigami&Cupcake! E per questo devo ringraziare una carissima amica che ha condiviso con me i suoi racconti e le foto del periodo che ha trascorso in Giappone per studio.
Infatti, se ogni fatto e riferimento a persone reali è puramente casuale, moltissimo dell’ambientazione è effettivamente reale. Ho perfino consultato degli annunci veri di affitto giapponesi, di Machida, per trovare l’appartamento di Minami.
  • Questo libro è autoconclusivo o è il primo di una saga?
Tranquilli, è autoconclusivo.




venerdì 6 gennaio 2017

INTERVISTA A DAISY FRANCHETTO

Ciao a tutti come state?
Oggi per me è una giornata molto stressante perché domani torno in Spagna quindi sto preparando la valigia, cosa che odio fare, e in più devo rivalutare tutti un'altra volta 😔
Però mi dovrò abituare a questa vita dato che durerà ancora 4 lunghissimi anni, poi magari tra qualche mese o forse di più non la penserò più così ahaha
Oggi come promesso, anche se per poco me lo dimenticavo, abbiamo l'intervista a Daisy Franchetto la quale ringrazio moltissimo 😘

  • Parlaci un po’ di te e delle tue passioni 
Questa è sempre la domanda più difficile. Da dove parto? Le mie passioni e le cose di cui mi sono occupata nella vita per lo più coincidono, e in questo sono stata fortunata. Per molto tempo ho lavorato nella relazione d’aiuto, declinata in vari modi (handicap, malattia mentale, senzatetto, counseling, diritti umani). Amo scavare nell’animo umano, compreso il mio. È un’attività che non ha mai termine e che mi ha consentito negli anni di accumulare molto materiale che poi è confluito in ciò che scrivo. Mi interesso di esoterismo, di alchimia e di simbolismo.

  • Quando è nata la tua passione per la scrittura? 
L’amore per la scrittura, come strumento di comunicazione, c’è sempre stato. Anni fa avevo anche scritto un racconto. Poi però l’esplosione è avvenuta sette anni fa, con l’idea per il primo romanzo. Allora mi sono gettata anima e corpo nella scrittura.

  • Come è nata l’idea di Dodici porte? 

Dodici Porte è nato sotto la spinta di più stimoli. C’era l’idea di una casa con delle porte che si aprivano mostrando mondi diversi, poi l’esigenza di parlare di un tema importante come la violenza sulle donne (ma di farlo a modo mio), e il bisogno di rielaborare un dolore personale. Il tutto si è mescolato dandomi la giusta spinta per la scrittura. 

  • Scrivere il primo libro è stato più difficile o facile rispetto al secondo? 
Scrivere il primo libro è stato difficilissimo! Non perché mancassero le idee. Ero profondamente insicura, non sapevo se valesse la pena di andare avanti. Non avevo l’idea di pubblicarlo, quella è venuta molto dopo. Scrivere il secondo è stato un po’ più semplice. Rimane l’insicurezza e il timore che quel che scrivi possa non interessare a nessuno, ma rispetto alla prima volta, mi sono divertita molto di più. Ho un rapporto ambivalente con la scrittura: da una parte non posso farne a meno e dall’altra soffro perché mi chiedo continuamente se ne sono in grado. Una faticaccia!

  • È stato difficile creare un mondo così particolare e fuori dal comune?

No, perché è stata un’emersione molto spontanea, guidata probabilmente da tutte le letture che mi hanno accompagnato negli anni. Rispetto ad altri autori, vivo il problema di non riuscire a restare con i piedi per terra. Ammiro molto chi riesce a scrivere storie nelle quali non spunti mai un elemento fantastico, un portale dimensionale, un mostro, un drago…In questi ultimi sette anni ho scritto tre romanzi e una ventina di racconti, solo uno è puramente realistico e senza nemmeno un accenno di fantasy. Utilizzare la fantasia e il simbolismo per analizzare la realtà è il mio pane quotidiano oramai.

Grazie mille a tutti gli autori che hanno accettato di rilasciare un'intervista sul mio blog ma soprattutto a tutti voi lettori che le avete lette 😊
Ovviamente non si concludono qui le interviste agli autori però con oggi si concludono le due settimane in cui si concludono le otto interviste. Spero che questa iniziativa vi sia piaciuta :)

giovedì 5 gennaio 2017

INTERVISTA A ELISA RAGA

Ciao a tutti come state?
Io molto bene, oggi vado a Milano a fare un po' di Shopping con i miei genitori e poi a salutare mia nonna 😊
Oggi come promesso l'intervista a Elisa Raga che ringrazio ancora per aver accettato 😘

  • Parlaci un po’ di te e delle tue passioni
  • Quando è nata la tua passione per la scrittura?
  • Come è nata l’idea per i tuoi libri?
  • Sei una ragazza molto giovane hai avuto qualche problema?
  • Stai scrivendo qualche nuova storia?
Ciao,
Ti ringrazio per avermi contattata. :)
Sono una ragazza di sedici anni amante della lettura e della scrittura: ho sempre preferito leggere piuttosto che svagarmi in altro modo. Immergermi nelle storie meravigliose di protagonisti impavidi mi sembra la maniera migliore di trascorrere una giornata noiosa. In passato mi capitò innumerevoli volte di pensare: "Perché non scrivo una storia mia, che mi caratterizzi?".
La risposta è abbastanza banale: non riuscivo a completare qualcosa, odiavo l'attesa e l'idea di scrivere qualcosa di lungo ed elaborato mi esasperava. Da bambina scrissi un "libro": era lungo tre pagine e qualche riga, e ricordo che lo vantai per giorni come se fosse stata una grande opera. La mia passione nacque in quegli anni, quando scoprii una saga meravigliosa che mi fece immergere nella lettura a tal punto da sconvolgermi.
Una sera mi demoralizzai parecchio a causa di ciò che mi disse mio padre: pubblicare un libro costava, e anche parecchio; ed era necessaria una buona dose di fortuna per entrare nel campo visivo di un editore. Fortuna che io non ho avuto.
Trascorse molto tempo da quella sera alla mattina in cui decisi di scrivere qualcosa: era l'agosto del 2014 e avevo appena finito di leggere Allegiant, libro conclusivo della saga di Veronica Roth che immagino che molti ragazzi conoscano. Purtroppo, il finale mi aveva delusa, avevo trovato il libro noioso e avevo faticato a concluderlo. Decisi dunque di scrivere un altro finale, solamente per me, per dimenticare l'originale e la mia delusione. Ma poco dopo cambiai idea: che senso avrebbe avuto scrivere solamente l'ultima parte? Pensai di riscrivere totalmente la storia, ma nemmeno quella decisione mi soddisfò. Non avrei pubblicato in ogni caso il racconto, ma scrivere una storia partendo da un'idea completamente esistente era esattamente ciò che da sempre avrei voluto evitare. Sarebbe stato inutile e noioso, e ne sarei rimasta certamente insoddisfatta.
Dunque, lentamente, arrivai a ideare la trama della mia opera, "Guardiani delle Tenebre", che conservava ancora gran parte delle caratteristiche di quella di partenza. Successivamente cambiai tutto ciò che rendeva il racconto che avevo scritto simile alla storia di Veronica Roth; o meglio, quasi tutto: solamente un particolare, all'inizio, è rimasto immutato, poiché non ha nessuna reale funzione eccetto quella di avviare la storia. Per me scrivere è sempre stato come leggere una storia già stampata: l'unica differenza è che i personaggi sono parte della mia mente, sono delle batterie che vengono scaricate quando e come lo decido io.
So di essere una ragazza molto giovane, ma questo non mi ha creato problemi di nessun tipo, se escludiamo alcune incomprensioni con gli editori che hanno finanziato la mia autopubblicazione. Per chi non sapesse il significato di "autopubblicare", posso dire brevemente che esistono degli "editori" disposti a finanziare l'opera, senza leggerla o correggerne gli errori, distribuendola sia online che nelle librerie fisiche.
Al momento sto scrivendo il terzo libro della saga "Guardiani delle Tenebre", ma non sono del tutto sicura che sarà il romanzo conclusivo.

In ogni caso, ho in mente alcune idee per scrivere una nuova storia. Una è stata già scritta, sprovvista ancora del finale, ma non mi soddisfa e immagino che rimarrà inedita

mercoledì 4 gennaio 2017

INTERVISTA A SALVATORE DOLMETTI

Ecco come promesso l'intervista a Salvatore Dolmetti

  • Parlaci un po' di te e delle tue passioni
Beh fin da piccolo ho sempre avuto un'innata passione per la musica, sognavo di diventare un chitarrista e mettere su una rock band che avrebbe lasciato il segno. Sapevo in cuor mio che si trattasse di un sogno difficile da realizzare ma mi piaceva immaginare quel tipo di vita. In fondo sognare non costa nulla. Un'altra grande passione è quella per i Manga. Sono un inguaribile fan di cartoni animati d'epoca.  Sono un nostalgico per cui mi piace portare sempre con me tutto ciò che mi ricorda l'infanzia. Non si può tornare indietro nel tempo e allora lascio che sia il tempo a seguirmi, collezionando action figure, fumetti e videogiochi di quell'epoca. Mitici anni 80/90.

  • Quando è nata la tua passione per la scrittura?
La passione per la scrittura non so ben dire com'è nata, direi che forse è stata sempre dentro di me. Ho sempre amato scrivere e inventare storielle, magari che avessero come protagonisti gli amici di scuola. Ogni momento era buono per mettersi a scrivere, come una sorta di diario: c'era sempre qualcosa da raccontare e scrivere era la cosa che sapevo fare meglio.

  • Come è nata l’idea per scrivere Il sogno di Brandon?
Il sogno di Brandon è nato a scuola. La professoressa di italiano ci assegnò come compito in classe di inventare una storia che avesse un argomento qualsiasi. Io sono sempre stato un fan di Brandon Lee, figlio del mitico Bruce Lee così mescolando il tutto con l'amore per la musica venne fuori Brandon al quale decisi di dare il nome del mio idolo. Come dicevo prima, non era facile diventare una rock star e così pensai di creare un personaggio che potesse portare avanti il sogno che non sono riuscito a realizzare io. Negli anni a seguire da quel compito, ricordo che riordinando la mia camera ne venne fuori la brutta copia e rileggendolo mi piaceva ancora come allora. Decisi così di farne un libro.

  • Prima di scrivere questo libro hai scritto altro?
Beh prima di scrivere questo ho scritto tante poesie e tante altre storielle, qualche poesia la conservo ancora le storielle invece non so che fine abbiano fatto. Alcune sono andate perdute durante il trasloco del cambio casa, altre saranno disperse fra vecchi quaderni di scuola.

  • So che hai nuove idee per un secondo libro puoi darci alcune informazioni?
Sì, sto scrivendo un nuovo libro. Un libro che come ai vecchi tempi abbia fra i protagonisti alcuni dei miei amici.  Parla di due ragazzi, Salvatore e Klaus che stanchi di fare una vita di sacrifici e stenti decidono di introdursi in casa di uno dei più importanti medici della città alla ricerca di soldi e oggetti di valore da vendere. La fortuna gioca loro un brutto scherzo: il dottore rientra anzitempo dal suo weekend  e scopre che uno dei ragazzi in casa sua è Klaus figlio del suo migliore amico. Non avrà tempo di parlare perché colpito più volte alle spalle sulla testa resterà ucciso ma solo uno dei due amici finirà in prigione mentre l'altro sarà tormentato dai sensi di colpa e dalla voce nella sua testa del defunto Dottor Monty. Tanti intrecci fra vendette, vecchi amori, ricordi dal passato e incredibili scoperte.


martedì 3 gennaio 2017

INTERVISTA A VALERIA GAMBINO E CATERINA CASTELLO

Ciao a tutti scusate se posto così tardi ma sono appena tornata dalla montagna 😊
Oggi abbiamo l'intervista a Valeria Gambino e Caterina Castello, che ringrazio ancora tanto per aver accettato 😃

  • Come è nata la vostra amicizia?

Caterina: è stato un incontro normale, direi timido. Il primo giorno di terza elementare è arrivata in classe questa bambina dall’accento strano. Mi ricordo che già mi stava simpatica e morivo dalla voglia di conoscerla. Ero e sono una persona troppo curiosa, così mi sono girata e le ho sorriso. La nostra amicizia è nata da un semplice “come ti chiami?” E poi è continuata, diventando sempre più solida quando ho traslocato e ho scoperto di abitare nello stesso palazzo.

Valeria: mi ero da poco trasferita a La Spezia insieme alla mia famiglia,  e presto avrei affrontato il mio primo giorno di scuola della terza elementare in una classe nuova, già formata, con una maestra nuova. Quel giorno seduta davanti a me c’era un bambina molto amichevole, Caterina. È  stata la prima a presentarsi e a chiedermi come mi chiamavo. Siamo amiche da quel giorno. L’anno dopo Caterina si è trasferita nello stesso palazzo in cui abitavo io e la nostra amicizia è cresciuta ogni giorno di più.


  • Come mai avete deciso di scrivere un libro a quattro mani?

Caterina: giocando insieme abbiamo capito che avevamo molte cose in comune, una tra tutte era la fantasia. Ci divertivamo a inventare storie che poi recitavamo tra di noi, dialoghi o scenette. Poi da quando Valeria si è trasferita, la scrittura è diventata la cura per non sentire la mancanza una dell’altra e per coltivare il nostro sogno di pubblicare un libro insieme.

Valeria: da piccole giocavamo tantissimo e adoravamo leggere, è stata proprio Caterina a indirizzarmi sul meraviglioso cammino della lettura, consigliandomi sfilze di libri. Avevamo un fervida immaginazione e un giorno abbiamo deciso di scrivere alcune delle nostre idee. Scriviamo da quando avevamo tredici anni, ovvero da quando sono tornata nella mia città Natale. Condividere la nostra passione, anche a distanza ha rafforzato ulteriormente il nostro legame facendoci sentire vicine nonostante i 1182 km che ci dividono.

  • Durante la stesura avete avuto delle divergenze?

Caterina: No, nessuna divergenza. Prima di scrivere qualcosa ci piace parlarne, discutiamo dei punti principali delle scene e prepariamo il lavoro. La nostra è una stesura molto armonica e ci capiamo sempre (spesso capita che una anticipi i pensieri dell’altra e questo è molto divertente e rassicurante!).

Valeria: divergenze? No nessuna! Chiediamo sempre il parere dell’altra, e siamo sempre d’accordo su tutto. È come se a scrivere fossimo due persone con una sola mente, infatti spesso pensiamo le stesse cose e ci scherziamo su dicendo che siamo telepatiche. 

  • Caterina parlaci di te e delle tue passioni
Fin da piccola adoro il cinema e i libri. Il primo libro che ho letto ha circa 600 pagine e, ripensandoci, mi stupisco della rapidità con la quale a dodici anni l’ho divorato. Da lì è iniziato tutto, l’ho prestato a Valeria e ho iniziato a capire che quello che mi piace di più in assoluto è vivere storie attraverso le pagine. Oltre alla lettura e al cinema, un’altra passione è viaggiare. In realtà è una passione legata alla letteratura. Tutto questo ha indirizzato i miei studi e proprio grazie alla letteratura posso dire di aver iniziato ad ampliare i miei orizzonti. Scoprire quanto sia vasto il mondo della letteratura ci aiuta a coltivare la voglia di conoscere quello che ci circonda ma anche noi stessi, quindi credo che questo abbia aiutato sia me cheValeria a creare dei personaggi  ai quali ci siamo affezionate.

  • Valeria parlaci di te e delle tue passioni
La mia passione per la lettura è nata grazie a Caterina. Avevamo dodici anni ed era così presa dai suoi libri che ha fatto nascere molta curiosità in me. Mi raccontava le trame (senza spoiler), mi parlava dei personaggi e quando mi prestò il primo libro aveva un sorriso in viso indescrivibile. Da allora la lettura è la mia passione, vivo di libri, mi perderei nelle pagine, amo sentire l’odore della carta, quando esco non posso non entrare in una libreria, starei ore lì dentro a osservare con occhi sognanti gli scaffali colmi di libri. Scrivere è un’altra passione che coltivo giorno per giorno con Caterina. È un modo per rilassarsi e staccarsi dal mondo, in quel momento esistono solo i personaggi che sono frutto della nostra fantasia. Un’altra cosa che amo fare è viaggiare. Adoro vedere posti nuovi e tutto ciò che caratterizza quel luogo, ammirare monumenti e paesaggi. 

  • Come sta andando la stesura del secondo libro? Vi sembra più facile da scrivere? 

Caterina: il secondo libro sarà decisamente più ricco e per questo la sua stesura è più complessa.  Sono usciti lati dei personaggi che nemmeno noi credevamo possibili. Sembra essere il caso di una storia che “si scrive da sola” e che noi due rincorriamo con la penna.

Valeria: stiamo procedendo con la stesura del secondo libro e siamo molto prese dall’ispirazione, ci sono parti in cui gli eventi sembrano essersi scritti da soli per la velocità con cui mettevamo per iscritto le nostre idee. Per quanto riguarda la facilità, non è più semplice, anzi! Abbiamo apprezzato i consigli di tutte le blogger che hanno recensito il nostro primo libro, e ne abbiamo fatto tesoro, e questo comporta una maggiore responsabilità nello scrivere e maggiore complessità della stesura. Credo che crescere sia una cosa essenziale, ed entrambe ce la stiamo mettendo tutta, coltivando la nostra passione.

venerdì 30 dicembre 2016

INTERVISTA A STEFANO MARGUCCIO

Ciao a tutti come state? Siete pronti per capodanno?
Spero che stiate passando bene questi giorni 😊
Oggi abbiamo l'intervista a Stefano Marguccio, il quale mi ha anche fatto sapere che la copertina del suo libro è stata cambiata e devo dire che questa è davvero bella 😍

Parlaci di te e delle tue passioni?
Innanzitutto grazie Giorgia per questo spazio che mi hai voluto dedicare sul tuo blog. Parlare di me mi imbarazza sempre un po’. Ho quarantuno anni. Sono padre di una bimba fantastica di dieci. Da sempre sono una persona inquieta e probabilmente per questo scrivo e ho cercato di fare un lavoro dove si viaggia molto. Sono un nomade nell’anima. Cosa mi piace? Mi piace leggere, di tutto, perché è un po’ come viaggiare. Leggere ti apre la mente. Ti fa conoscere cose e persone nuove. Ti dà un punto di vista diverso sulle cose. Mi piace il mio lavoro, anche se non è detto che lo farò tutta la vita. Faccio il diplomatico dal 2004. In questi 12 anni ho viaggiato in trenta diversi Paesi in tutti i continenti. Ho conosciuto tantissime persone e visto mille paesaggi ,purtroppo spesso solo dal finestrino di una macchina. Mi piacciono gli animali e la natura. In particolare ho una fascinazione per i cavalli. Ho imparato a cavalcare che avevo già più di vent’anni. Stare in sella è una sensazione incredibile e la relazione con il cavallo ti costringe ad affrontare te stesso alla radice. Sono davvero lo specchio dell’anima di chi li monta. E mi piace scrivere.

Come è nata la tua passione per la scrittura?
Ho iniziato a raccontare storie ai miei compagni di asilo. A 8 anni ho letto il Signore degli Anelli e non sono più uscito dal tunnel del fantasy. Provavo a scrivere racconti pestando sui tasti della macchina da scrivere, un oggetto che forse tu non hai mai neanche visto. Al liceo durante le lezioni scrivevo a biro un racconto cyberpunk a quattro mani con un mio compagno di classe. Poi l’università, il lavoro e la vita mi hanno fatto smettere. La scrittura è rimasta sempre un modo per mettere in ordine i miei pensieri, ma non ho più provato a produrre qualcosa di creativo. Fino al 2010, durante un periodo difficile della mia vita. In 3 anni ho buttato giù la storia di Delion. Un libro fantasy enorme, scritto soprattutto per me. Da lì ho iniziato un percorso che mi ha portato a pubblicare “Caccia Mortale – Cronache dei due mondi” il libro che hai letto tu, che non è altro che una rielaborazione dei primi 17 capitoli di quella storia, scritta questa volta per dei lettori. Il mio mentore ed editore Franco Forte mi ha aiutato lungo questa strada.

Quando ti è venuta l’idea per scrivere Cronache dei due Mondi?
Era maggio del 2010. Ho comprato uno di quei bei taccuini rilegati in pelle e ho iniziato a prendere appunti, un giorno in una pausa pranzo. Avevo in testa la storia di una terra e di quello che stava accadendo in quella terra. Di un ordine di cavalieri. Piano piano ha preso forma il personaggio di Delion e moltissimi anni. Nel taccuino ho segnato cronologie di eventi. Intrecci. Personaggi. Nomi. E’ ancora lì e ogni tanto aggiungo qualcosa. Poi mi sono messo davanti alla tastiera e ho iniziato a scrivere nei tempi morti, durante le vacanze, a margine delle riunioni di lavoro, durante i viaggi. Superate le trenta pagine non ci credevo neanche io. Ho scritto più di 227.000 parole. Per me era già un traguardo. Dentro ho messo soprattutto quello che vedevo: la rabbia delle giovani generazioni, i disastri ambientali, le migrazioni e le guerre e i tentativi di chi governa di gestire queste situazioni. Ho creato un’ambientazione che mi piacerebbe descrivere come Fantasy Rinascimentale, buttando dentro le sollecitazioni che avevo vissuto nella vita, le atmosfere, la diplomazia, l’Africa, la Cina e l’Albania, il Paese dove ho lavorato per quasi quattro anni come Console d’Italia. Poi ho incontrato Franco che mi ha costretto a farne qualcosa di leggibile e ho iniziato un altro viaggio, che è ancora in corso.
Se si può sapere, il secondo libro della serie come procede?
Procede più lentamente di come vorrei. Non ho molto tempo da dedicargli. Posso dirti comunque che la prima stesura è finita e sono abbastanza soddisfatto. Nel secondo libro si allarga l’orizzonte. Delion si va a collocare in un contesto geografico e politico più ampio. Ci saranno battaglie e assedi , intrighi e diplomazia. Il Re Nero, Al Hussam Shala sta invadendo Arkandia da sud e la guerra aumenterà il caos già causato da corruzione e Siccità. Ora dovrò fare le diverse letture ,personaggio per personaggio, per vedere che ogni protagonista sia adeguatamente caratterizzato e infine riguarderò tutti i dialoghi, che ritengo siano fondamentali per tenere alta l’attenzione del lettore. Per ora il secondo libro ha la stessa lunghezza del primo. Probabilmente dovrò aggiungere un appendice con nomi e informazioni, per aiutare il lettore. A me piace far le cose in grande, ma mi rendo conto che devo domare la mia tendenza alla quantità lavorando sulla qualità. Il personaggio di Fang Qwa Jia, che ti ha fatto un po’inquietare, rimarrà sullo sfondo e credo sarà il vero protagonista del terzo libro, assieme al mondo che non si vede e alla Porta.


giovedì 29 dicembre 2016

INTERVISTA A TIZIANA PAGANO

Ciao a tutti, oggi in teoria ci sarebbe dovuta essere la recensione a Valeria Gambino e Caterina Castello ma ho dovuto fare un cambio di programma per un piccolo problema, quindi oggi avremo l'intervista a Tiziana Pagano, la quale ringrazio ancora tanto per aver accettato 😉


- Parlaci un po' di te e delle tue passioni:
Ho ventotto anni, sono laureata in Scienze dell'educazione e lavoro come educatrice in vari progetti socio-educativi, sia con minori a rischio che con ragazzi senza particolari disagi socio-culturali. La mia più grande passione è la scrittura e se dovessi descrivermi in tre parole direi che sono sognatrice, testarda e frettolosa. Ah, dimenticavo, sono napoletana. 

- Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Ho sempre avuto la passione per la scrittura, sin da piccola. Quando la mia maestra alle elementari assegnava dei compiti del tipo "Inventa una storia", la mia fantasia iniziava a creare vicende, personaggi e situazioni senza sforzarmi, senza mai vederlo in effetti come un compito noioso. Lo stesso succedeva quando si dovevano scrivere i copioni per le recite. Questa passione è cresciuta con me e così, poco dopo il diploma, ho iniziato a collaborare come redattrice per varie riviste online fino a quando, lo scorso anno, ho preso coraggio ed ho pubblicato il mio primo romanzo: "Amori e altri pasticci a New York!".

- Quando è nata l'idea per scrivere "Amori e altri pasticci a New York"?
Diciamo che scrivere un romanzo è sempre stato il mio sogno nel cassetto ma non avevo il coraggio di mettermi in gioco. I miei supervisori erano soddisfatti degli articoli che scrivevo ma pensavo che da qui a scrivere un romanzo, ce ne passava! Insomma, non ero sicura di me e pensavo che nessuno avrebbe mai voluto leggere un mio libro. Poi un giorno ho pensato che potevo benissimo iniziare a scrivere una storia e che nessuno mi avrebbe obbligata ad inviarla a qualche casa editrice! Così, ho acceso il computer e proprio come succedeva alle elementari, la storia è venuta da sé: personaggi e vicende di "Amori e altri pasticci a New York!" erano già nella mia mente, io dovevo solo scrivere! E' rimasto nel pc un bel po', pensando che non fosse abbastanza, che nessuna casa editrice l'avrebbe trovato interessante. Poi, ho scoperto un sito di self-publishing che indiceva un concorso per romanzi d'esordio e ho pensato: "Tentare non mi costa nulla!". Con mia grande sorpresa (e credetemi, non sto mentendo, davvero non me l'aspettavo!) il romanzo arrivò tra i finalisti. Pensai che allora qualcosa di buono l'avevo scritto e ho iniziato ad avere maggiore sicurezza in me stessa. Se anche voi siete interessati al mondo dell'editoria, non fate il mio stesso errore, non fatevi frenare dalla paura. Sono arrivata alla conclusione che se una persona ama scrivere, allora è uno scrittore! Indipendentemente dal fatto che lo pubblichi una casa editrice o che si affidi all'auto-pubblicazione! 

- Quando è nata l'idea per scrivere "Quando Cupido tira frecce (ma anche brutti scherzi!) ?
Così come per il primo, anche il mio secondo romanzo è nato spontaneamente. Non cerco l'ispirazione forzata. Forse sono solo fortunata, oppure è dovuto al fatto che in fondo ho scritto solo due libri, ma posso dire che sono le storie che cercano me. Capitano periodi in cui non ho molta ispirazione, giorni e a volte settimane. Non forzo mai la mia fantasia perchè voglio che la scrittura resti un momento in cui posso dare libero sfogo alla mente e non uno in cui debba stressarla. 

- Hai qualche idea per dei nuovi libri? 
Si. Sto lavorando ad un nuovo libro che spero di riuscire a pubblicare entro il nuovo anno. Magari, questa volta, con una casa editrice...chissà! 

mercoledì 28 dicembre 2016

INTERVISTA A LILIANA MARCHESI

Ciao a tutti come state passando queste vacanze?
Sto leggendo LIEVE COME UN RESPIRO, anche se in realtà stavo leggendo un altro libro ma il mio ipad ha dei problemi e quindi per un po' niente ebook anche se cercherò di trovare il modo 😉
Oggi come promesso l'intervista a Liliana Marchesi, che ringrazio ancora tanto per aver accettato 😊

·    Parlaci un po' di te:  Parlare di sé non è mai una cosa semplice. Io dico sempre che in ognuno di noi c’è un universo infinito che attende di essere esplorato, e il mio universo personale è davvero tortuoso, enigmatico, dolce, amaro, insomma... un bel mix esplosivo. A parte queste mille sfumature però, sono una mamma (morbida e coccolosa) che fa il possibile per avvolgere i propri figli con la magia della fantasia, una moglie fortunata che di tanto in tanto si lamenta del proprio marito per le piccole cose (come vuole la tradizione J ), una lavoratrice che non ha mai abbastanza tempo per fare tutto quello che vorrebbe fare, una sportiva due barra tre volte la settimana, una grafica a tempo perso, e infine... sotto chili di panni da lavare e stirare... sono anche una scrittrice (o almeno ci provo).
Per quanto riguarda i libri, amo alla follia i romanzi Distopici (che poi è anche il genere che scrivo), perché... perché... Non ho bisogno di un perché, li amo e basta!
·   Quando hai iniziato a scrivere per la prima volta?
 Le prime storie le ho scritte fra i banchi di scuola, quando ero ancora una bambina. Ma non mi sono resa conto del legame che avevano forgiato in me scrittura e fantasia fino a qualche anno fa, quando ho provato a buttar giù due righe per un concorso, e alla fine ne è uscito il mio primo romanzo.
·   Come è nata l'idea per la trilogia del peccato? L’idea per la Trilogia del Peccato è nata esattamente come tutte le altre idee che hanno poi generato un romanzo. Così, per caso. Ma con una tale intensità da farmi credere che fosse scritto nel mio cammino che raccontassi quella storia.
·   Come è nata l'idea per scrivere la saga R.I.G. ?  Per quanto riguarda la Saga R.I.G. vale la stessa risposta che ho dato alla domanda precedente. Però ti posso dire che da sempre sono affascinata dall’argomento da cui trae ispirazione questa serie, ovvero la credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza solamente una minima parte delle proprie capacità cerebrali. Prendere vecchi miti e stravolgerli facendoli miei, dare in qualche modo una sorta di spiegazione agli enigmi che nonostante l’evoluzione dell’uomo, della scienza, sono rimasti senza risposta mi intriga particolarmente.
·  Hai qualche nuova idea per delle nuove saghe?   Per il momento ho in cantiere due romanzi autoconclusivi. Quello al quale sto lavorando ora si intitola E17 e sul mio sito web è possibile vedere la cover. L’altro invece si intitola L’abisso di Anime, e per questo, sempre sul mio sito, è già disponibile il trailer. Ovviamente sono entrambi romanzi Distopici. Per saperne di più vi invito a seguire la mia pagina facebook dove di tanto in tanto pubblico qualche estratto.
·   Quale dei tuoi libri ti ha creato più problemi nella stesura?  A dire il vero nessuno. Scrivere mi viene naturale come respirare. Il mio problema principale in fatto di scrittura... è il tempo! Vorrei averne di più!!!

Ti ringrazio di aver deciso di dedicarmi uno spazio sul tuo blog, e ne approfitto per informare che Radice sta partecipando al concorso indetto da Kobo. Ecco il link:

martedì 27 dicembre 2016

INTERVISTA A GIOVANNA ROMA

Ciao a tutti come state? Spero che abbiate passato un felice Natale.
Adesso sono in montagna ma appena tornerò a casa vi farò vedere tutti i regali che mi sono arrivati, soprattutto perché la maggior parte, ovviamente, sono libri. A voi cosa hanno regalato? Spero tanti libri 😍
Oggi come ho promesso pubblico l'intervista a Giovanna Roma, che ringrazio immensamente per aver accettato la mia richiesta.

Quando è nata la tua passione per la scrittura? Prima di tutto, ci tengo a ringraziarti per l'ospitalità sul tuo blog. Rispondendo alla domanda, per la serie “La mia vendetta con te” ho avuto l’input da un personaggio che ha sempre abitato nella mia testa. Desideravo che tutti lo conoscessero e ho pubblicato il libro.
- Come ti è venuta l’idea per scrivere il primo libro? E come mai hai scelto di parlare della mafia russa? Sono una donna particolare. Ho bisogno di sensazioni che mi stravolgano, del brivido del pericolo. Il tema del romanzo è molto personale, ma posso dire che ho amato, odiato, sospirato, viaggiato, scoperto nello scriverlo.
- Come è nata l’idea per scrivere la serie Deceptive Hunters? Per “Deceptive Hunters”, invece, si è trattato di una combinazione tra una foto in bianco e nero e il bisogno viscerale di animare Michael Fassbender. L'immagine ritraeva una coppia contro la parete di un locale. È stato tutto immediato.
- Come mai dopo i primi due libri che libri che sono dark romance hai deciso di scrivere un romanzo storico? In verità “Il patto del marchese” è stato scritto dopo “La mia vendetta con te”, ma pubblicato come terzo romanzo. Quando sono approdata nella piattaforma self mi sono promessa di scrivere almeno un dark e un regency e così è stato.
- Parlaci un po’ di te: 
 - Qual è il tuo sogno nel cassetto? È quello di tutti: vivere di ciò che si ama con le persone che per te contano davvero. Lo auguro a tutti. (Non è l'effetto Natale, sono sincera.)
 - Qual è il tuo autore preferito? Non mi hanno mai posto questa domanda, lo sai? Leggo diversi generi e per ognuno ho un favorito. Giusto per citarne qualcuno: D. Pennac, perché mi fa ridere (e lo stesso potrei dire di E. Chase).
 - Qual è il tuo libro preferito? Guardo la libreria e ne vedo troppi. “Lasciami entrare” potrebbe fare al caso di questa domanda. L'ho letto molti anni fa e ancora ho i brividi guardando la copertina. Oh, ecco all'orizzonte Dürrenmatt con “La visita della vecchia signora”. Posso aggiungere anche questo? Ma sì, non siamo tirchi con i libri
 - Che genere preferisci? I romanzi. Niente saggi, poesie, trattati, monologhi interiori. A parte i miei evidenti tentativi di pilotare la domanda, sono una lettrice “a periodi”. Per mesi sono fissata su un genere letterario, poi salto al suo contrario, poi balzo ancora e magari dallo spazio finisco nella stiva di una nave. I fantasy sono un po' ostici, tranne G. Showalter. Ah, posso aggiungerla tra gli autori preferiti?
Grazie mille a Giorgia per avermi ospitato e un abbraccio forte a tutti i followers del blog “Libri una passione.” 
COME VALUTO UN LIBRO: ⭐️ La storia non mi è piaciuta e c'è mancanza di grammatica ⭐️⭐️ Storia carina ma la scrittura lascia un po' a desiderare ⭐️⭐️,5 (la sufficienza) la storia è molto carina, possono esserci delle sviste nella battitura ⭐️⭐️⭐️ La storia mi è piaciuta ma mi è mancato qualcosa ⭐️⭐️⭐️,5 Bella storia, stile coinvolgente ⭐️⭐️⭐️⭐️ Molto bello ⭐️⭐️⭐️⭐️,5 Quasi perfetto ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ L'ho adorato