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mercoledì 16 dicembre 2020

SERIE TV RECENSIONE: Barbari

Ciao a tutti leoncini, meno male che ho scritto questo post prima perché sinceramente oggi è una giornata impegnativa. Stamattina alle 11 inizia il mio viaggio e se tutto va bene per le 20 sarò a casa con la mia famiglia. Voi riuscite a passare le feste in famiglia? 
Parlando di serie tv, avete visto questa serie? È una serie Netflix uscita a fine ottobre. L’ho vista qualche tempo fa ma non ho avito l’occasione di parlarvene.

Titolo: Barbari
Genere: Storico, drammatico
Stagione: 1
Episodi: 6
Durata: 41-51 min (a episodio)
Paese: Germania
Anno: 2020
Valutazione: ★★★
Trama: 9 d.C., i romani, guidati dal generale Varo, chiedono incessantemente tributi ai barbari, divisi in varie tribù in discordia tra loro.
Fra i soldati imperiali, milita Arminio, il quale tempo prima era il figlio del reik di una delle tribù germaniche, poi preso come ostaggio e cresciuto dallo stesso Varo come un figlio. Ritornato nella sua terra natia, Arminio dovrà affrontare non solo i compagni d'infanzia come Thusnelda e Folkwin, i quali hanno intrapreso una relazione sentimentale, ma dovrà anche accettare le sue vere radici germaniche. 
Arminio, diventato conscio di poter diventare il re delle tribù di tutti i germani, sposando Thusnelda, guerriera e finta profetessa che forma un collante tra le varie tribù, affronterà i soldati imperiali nella celebre battaglia di Teutoburgo.

COMMENTO:
Ho scoperto questa serie per caso e devo dire che mi è piaciuta, anche se mi aspettavo qualcosa di più. Ci sarà una seconda stagione, da quello che ho capito, e quindi capisco che sia introduttiva, anche se c’è molta azione però allo stesso tempo l’ho trovata lenta.

All’inizio odiavo il personaggio di Arminio, mentre ero dalla parte di Thusnelda e Folkwin. Poi più la storia andava avanti più capivo il modo di fare di Arminio mentre odiavo Thusnelda. Folkwin è l’unico che mi è sempre rimasto simpatico anche se ci sono stati momenti in cui l’avrei preso schiaffi per le sue stupidaggini.

La storia è molto interessante perché viene raccontata da parte dei barbari e racconta come vedevano l’invasione romana. Per me la storia è sempre stata raccontata dai romani, quindi ho sempre sentito parlare dei barbari come persone inferiori. Alla fine si sa che la storia viene narrata sempre dai vincitori e non dai vinti. La serie è un racconto fittizio quindi il fatto che ci si lamenti sulle deviazioni storiche mi sembra un po’ assurdo. Non mi sembra che nessuno abbia mai detto che questa è la vera storia dell’occupazione della Germania da parte dell’impero Romano. Quindi non capisco cosa ci si lamenti a fare. Non mi sembra che tutte le serie storiche siano precise al 100% sui fatti raccontati.

Il finale mi è piaciuto, anche se non mi ha convinto del tutto forse perché avevo iniziato ad apprezzare Arminio ma dopo la battaglia la sua sete di potere cresce troppo e questo non mi piace. Thusnelda si capisce dopo poco che è assetata di potere, è stato questo a farmi cambiare idea su di lei.
L’unico, dei tre protagonisti, a non essere accecato dal potere è Folkwin. Lui vuole unire le varie tribù solo per sconfiggere i romani, non per governarle.
Spero esca presto la seconda stagione per scoprire come continuerà la serie, anche se devo ammettere di avere qualche dubbio. Ho paura che si perdano troppo e che diventi una serie assurda.

Ho adorato i paesaggi e il modo in cui sono state introdotte le tradizioni germaniche. Ho odiato però il fatto che i romani, anche se è giusto perché tra germani e romani non si parlava la stessa lingua, parlassero latino. Questo ha portato a rallentare un po’ la serie. Come ho detto però è una cosa giusta, anche perché i romani parlavano davvero latino, anche se nella serie alcune volte era un po’ forzato da parte degli attori, e i germani parlavano la loro lingua, che non so quale fosse sinceramente.
Vedremo cosa succederà nella prossima stagione.

giovedì 16 luglio 2020

SEGNALAZIONE: Sette corvi per sette anime di Luca Inglese

Titolo: Sette corvi per sette anime a Cameriano di Casalino
Autore: Luca Inglese
Editore: Autopubblicato
Genere: Storico, Narrativa
Pagine: 480
Prezzo: 16,18€ (cartaceo) 3,12€ (eBook) anche se KindleUnlimited

TRAMA:
ANNO 1945 Un giovane prete da poco giunto nella Parrocchia di Santo Stefano in Cameriano, assiste, durante un’escursione in solitaria fatta alle prime luci dell’alba, allo sterminio e vilipendio di un piccolo gruppo di Partigiani, per vile mano dell’esercito invasore, giunto da poco in quell'identica terra a dettar legge come fosse un padrone risvegliatosi dopo un infinito letargo. CAMERIANO – AI GIORNI NOSTRI Il giovane Don Daniele, fresco d’investitura, è dislocato a Cameriano come supporto e sostegno dell’anziano e attempato Don Natale Romildo, giunto, ormai, alla fine dei suoi passi dopo aver trascorso la sua intera esistenza in quei luoghi. Arriva poco tempo prima dell’inevitabile, in un paese profondamente mutato e modernizzato, dove le stramberie di quel parroco d’assalto e di altri tempi sembravano essere, ormai, davvero fuori luogo per i suoi parrocchiani. Il suo arrivo venne da subito interpretato, dalla stragrande maggioranza degli attuali residenti, come la ventata d’aria fresca che mancava. L’unico che sembra non gradire il tal soggetto, è proprio Don Natale Romildo. Fatta eccezione per gli iniziali screzi, con il progredire della malattia, quel ragazzotto, collocato come un’ombra alle sue spalle, sembra cucito e fatto su misura per i piani e gli intendimenti di quell’identico vecchietto. Ciò che Daniele ancora non può immaginare, è che oltre alla successione che lo aspetterà al varco, ben altro il Sacerdote sembra donargli in eredità il giorno della sua morte. Quelle parole farfugliate sul letto di morte e per niente intese, sembrano trovare in lui luce solo qualche giorno dopo quel fatto, quando in visita alla torre campanaria della sua chiesa, l'identico giovanotto riviene dentro ad un’intercapedine un antico manoscritto riconducibile, guarda caso, proprio al suo mentore. Un mondo intero pare dischiudersi dinanzi al suo cospetto, qualcosa di oscuro e perverso s’ipotizza aggirarsi tra quelle strade e in quella terra da più di settant’anni, avvelenando e corrompendo da tutto quel tempo, il cuore e le menti degli uomini. Saprà un giovane armato della sua sola fede, far fronte e difendersi dalle trame e dagli intrighi che codesto nauseabondo e fetido essere ardirà per indurlo in tentazione? L’eterna lotta tra il bene e il male ha dunque d’inizio, e questa volta lo scenario preposto per la sanguinosa battaglia sembra essere un villaggio di poco più di mille abitanti, collocato nella piana Novarese e avvolto da immense risaie e terre a perdita d’occhio. Ecco a voi… Sette corvi per Sette anime. Ecco a voi… Cameriano e Casalino.

giovedì 14 novembre 2019

UN TRENO PER BERLINO DI LUCA GRANATO (segnalazione)

TITOLO: “Un treno per Berlino”
AUTORE: Luca Granato
Editore: IoScrittore
Data di uscita: 18 luglio 2019
Genere: Romanzo contemporaneo/storico
Pagine: 110
Formato: Ebook e cartaceo
Prezzo: 3.99€ ebook, 10,20€ cartaceo
Disponibile nelle maggiori librerie online, tra cui Amazon: https://amzn.to/2PDKwDr

TRAMA:
Due sconosciuti, un incontro casuale.
Il passato che morde nella vita di uno dei due.

La vita, si sa, è un incrocio di coincidenze e di incontri casuali. Sul treno che porta da Monaco a Berlino, una mattina come tante altre, seduti nello stesso scompartimento, si trovano due uomini. Cosimo Beningarda è un giovane colto e appassionato, che insegna italiano all’università. Bertfried Ziegler è invece un anziano signore, malato e forse consapevole della propria fine imminente, cresciuto nella Germania nazista degli Anni Trenta. Tra i due occasionali compagni di viaggio si crea una sorta di strana complicità. Così, Ziegler racconta di sé, del suo passato: gli anni in cui lavorava come correttore di bozze con l’ambizione di diventare giornalista, il difficile rapporto con un padre che sognava per lui solo il meglio, l’incontro con Hanne, la donna già sposata che ha cambiato per sempre il corso della sua vita.
Mentre il treno corre verso Berlino, Cosimo diventa senza volerlo il testimone della vita di Ziegler, un doloroso cammino personale dove si mescolano entusiasmi e delusioni, gioie e ferite brucianti; con il rimorso di non aver saputo opporre all’onda crescente dell’orrore nazista nemmeno il suo amore per Hanne e per la sua bimba, finita nel programma di eliminazione delle persone ’imperfette’.
Ziegler, con il suo racconto, confida in qualche modo al giovane che il viaggio a Berlino è fatto per ritrovare Hanne, il suo perdono e finalmente la pace.

L’autore:
Luca Granato, con Un treno per Berlino, è tra i vincitori del torneo letterario IoScrittore (promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol). Amante degli ambienti teatrali (perché, come dice, “indossare maschere nella finzione aiuta ad abbandonare quelle imposte dalla società”), nasce a Sanremo nel ’72, ma vive in diverse città, tra cui Roma e Londra.

mercoledì 24 luglio 2019

SERIE TV RECENSIONE: Chernobyl

Buon lunedì lettori, come state?
Oggi vi parlo di una mini serie che oltre ad essere molto bella racconta nei dettagli ciò che accadde nel 1986 e come l’unione sovietica cercò di insabbiare tutto.
Voi l’avete vista?


TITOLO: Chernobyl
GENERE: drammatico, storico
EPISODI: 5
DURATA: 60-72 min (episodio)
PAESE: USA, Regno Unito
ANNO: 2019
VALUTAZIONE: 4,5/5
TRAMA: Nell'Aprile del 1986, la centrale di Chernobyl diviene scenario di uno dei più gravi disastri nucleari mai avvenuti. Vigili del fuoco e i primi soccorritori sacrificano se stessi per contenere le conseguenze dell'evento.
COMMENTO: Devo ammettere che quando ne ho sentito parlare all’inizio non mi convinceva molto poi Liliana Marchesi ne ha parlato nel gruppo “Leggere Distopico”  e deciso di dargli una possibilità.
Sono molto felice di averlo fatto, anche perché sulla storia di Chernobyl non ne ho mai saputo molto ma con questa serie ho capito molte cose.
Il bello è che per sbaglio ho visto la 5ª puntata al posto della 1ª, meno male poi mi sono accorta dell’errore se no avrei visto l’intera serie senza capirci nulla ahahaha.
Non avevo mai saputo come fosse successo lo scoppio di uno dei reattori o come l’Unione sovietica avesse cercato di insabbiare tutto, sia agli altri stati sia ai suoi stessi cittadini.
Mostrano passo per passo ciò che è successo ma soprattutto parlano di tutte le persone che sono morte per cercare di risolvere il problema. Mostrano come nessuno abbia mai voluto prendersi la propria responsabilità ma anche come nessuno volesse ascoltare ciò che era successo perché avrebbe messo in cattiva luce lo stato. Forse se qualcuno dei capi avesse voluto prendere in considerazione il peggio molte delle persone morte oggi sarebbe ancora vivo, se avessero avuto il coraggio di ammettere i propri errori forse ora le cose sarebbero diverse.
Quello però di cui sono felice che poche ma testarde persone abbiano capito la verità e l’abbiano portata avanti anche sembrando degli sciocchi o rischiando il carcere/la morte per aver messo in discussione lo Stato.
COME VALUTO UN LIBRO? Va molto in base alle emozioni che mi trasmette e a quanto mi cattura. Ci sono alcuni libri che non sono perfetti ma che comunque hanno le 4⭐️, poi ci sono libri che anche se sono belli non mi hanno catturata appieno e magari hanno un punteggio più basso. Quello che posso assicurarvi è che se vedete un 5⭐️ allora è una storia che mi è entrata nel cuore e che è anche scritta molto bene.