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martedì 15 febbraio 2022

RECENSIONE: Il fiore di titanio di Marina Sarracino

 Ciao leoncini, buon San Faustino ahahaha.
Oggi vi parlo di un libro che tratta argomenti molto forti e che dovrebbe essere letto con molta attenzione.
Scrivere questa recensione non è stato facile. Da un lato ho apprezzato molto questa storia, dall’altro ci sono stati momenti in cui l’ho trovata un po’ pesante. Però con la mia recensione ho cercato di trasmettere ciò che questa storia ha trasmesso a me, un senso di forza. Spero davvero di esserci riuscita.

Titolo: Il fiore di titanio
Autrice: Marina Sarracino
Genere: drammatico, sentimentale, a tema sport
Editore: self-publishing
Canale di vendita: Amazon
Pagine: 264
Uscita: 25 novembre 2021
Prezzo cartaceo: 9,99€
Prezzo e-Book: promo di lancio a 0,99€; gratis su Kindle Unlimited
ISBN: 9798488340770 
Valutazione: ★★★

TRAMA: 
Sarah ha vent’anni e una decisione fondamentale da prendere: come cambiare la sua vita. Un evento inatteso l’ha appena stravolta e ora tocca finalmente a lei dirigerne le giornate, ma deve fare i conti con un passato segnato dalla violenza domestica e con i traumi che vi restano aggrappati; trovare il coraggio per forgiare una Sarah diversa, le cui fragilità siano levigate da nuova forza.

L’occasione le si presenta una sera, quando è di ritorno dalla squallida taverna in cui lavora e subisce un furto. Aleandro, campione di boxe, la soccorre e la invita a frequentare la sua palestra, dove si svolge anche un corso di autodifesa per donne. Sarah ci mette piede titubante, ma resta folgorata dal pugilato: in quello sport la violenza ha delle regole e non può coglierla impreparata come avveniva sotto il suo tetto. Comincia a praticare la boxe e i maestri notano che ha ottime potenzialità, mentre Aleandro man mano le riserva un amore pulito, quello che lei non conosce. Il desiderio di Sarah, diventare la persona che vuole essere davvero, forse può realizzarsi, ma alcuni scheletri chiusi nell’armadio scricchiolano contro la porta e non sarà semplice tenerli a bada.

COMMENTO:
Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di leggere questo suo libro.
La trama mi aveva da subito incuriosita, anche se ammetto che forse mi ha fuorviato un po’. 
Mi aspettavo una storia d’amore con degli intoppi a causa del passato della protagonista. Invece ho trovato una storia che è una denuncia contro gli abusi.
Da una parte questa denuncia che viene fatta mi è piaciuta molto, anche perché tocca argomenti molto delicati; dall’altra ho trovato che la storia sia stata un po’ persa per strada pur di portare avanti questa denuncia, andando quindi a rimarcare spesso i fatti successi.
 
La storia è narrata in terza persona però comunque si incentra soprattutto sui sentimenti e sulla crescita di Sarah, la protagonista. Lasciando poco spazio alla conoscenza degli altri personaggi, che dalle vicende sembrano essere importanti ma che il lettore non riesce a conoscere davvero.
Sarah è un personaggio complesso. Durante questa storia vediamo come cresce e come riesce a combattere i suoi demoni. Non è un cambio che avviene miracolosamente ma che impiega tempo e che l’autrice approfondisce molto. 
Io non ho sofferto come Sarah però questa storia mi ha portato a riflettere su molte cose. Se una persona come la protagonista è riuscita a vincere i suoi spettri, credo proprio che tutti noi possiamo affrontare i nostri problemi. Questa storia è una dimostrazione di forza e di riscatto.

Ho apprezzato moltissimo la parte sportiva. Gli incontri, gli allenamenti e tutto ciò che riguarda la boxe viene descritto in un modo meraviglioso. Mentre leggevo quelle scene mi sembrava di essere lì presente e poter vivere il momento.
Devo anche ammettere che la boxe mi ha sempre ispirato moltissimo e leggendo questo volume mi è venuta molta voglia di iniziare a praticare questo sport, chissà se lo farò.

Come ho detto è una storia profonda che tratta argomenti importanti. Il problema però è che né la trama né  il genere che gli è stato assegnato lo dimostrano. Infatti io non mi sarei mai aspettata una storia del genere. Mi aspettavo che toccasse argomenti un po’ difficili, dato che nella trama si dice che Sarah debba affrontare i suoi scheletri. Di certo non mi aspettavo una storia in cui la parte romance è in secondo piano mentre la parte centrale sono gli abusi subiti da piccola dalla protagonista.

La storia mi è piaciuta ma allo stesso tempo non mi ha convinta.
In alcuni casi ho trovato rimarcato più e più volte il senso di inadeguatezza di Sarah. Vengono poi sottolineati molte volte gli abusi dei genitori. 
Questo continuo rimarcare ha fatto sì che la storia non fosse scorrevole, almeno per me. Facendomi alcune volte pesare la lettura.
È una storia con un grande potenziale a cui manca però quel tocco in più.

giovedì 29 aprile 2021

SERIE TV RECENSIONE: Tidelands

Ciao leoncini, il post doveva uscire ieri però non avevo nessuna voglia né di stare al computer né di stare su Instagram. In questi giorni sono un po’ stressata. Stiamo cercando una nuova casa per l’anno prossimo dato che due delle nostre coinquiline a giugno se ne vanno. E in più devo studiare dato che a fine maggio ci sono gli esami finali e poi ai primi di luglio ho gli esami di recupero, che sarebbero come gli esami di settembre in Italia. Però ci sono giorni che sono così stressata che non ho le forze di fare nulla e non facendo nulla mi stresso perché sto perdendo tempo, quindi sono bloccata in un circolo che mi sta togliendo tutte le energie.
Spero che voi stiate meglio e molto meno stressati di me 🖤

Parliamo del post e tralasciamo il mio stress ad un lato, dato che oggi per ora sto abbastanza bene, e parliamo di serie tv. Ho visto questa serie un po’ per noia. Quando sono tornata in Spagna non sapevo quali film o serie tv scaricare così da guardarle durante il volo. 
Mi sono decisa a scaricare Tidelands, anche se dalla trama non sapevo bene cosa aspettarmi.
Devo dire che mi è piaciuta, anche se cercando informazioni sulla seconda stagione non ho trovato informazioni, quindi ho paura che sia stata cancellata e questo mi fa arrabbiare.
Titolo: Tidelands
Genere: Fantastico, Thriller, drammatico, sentimentale, poliziesco
Stagione: 1
Episodi: 8
Durata: 36 - 47 min (a episodio)
Paese: Australia
Anno: 2018
Valutazione:★★★,5
Trama: La serie segue la storia di una ex criminale di nome Cal che torna a casa nel piccolo villaggio di pescatori di Orphelin Bay. Quando il corpo di un pescatore locale viene ritrovato a riva, Cal deve scoprire i segreti della città mentre indaga sui suoi strani abitanti; alcuni di loro appartengono ad una nota tribù di pericolose donne metà sirene e metà umane, chiamata "Tidelanders".

COMMENTO:
Era un po’ che questa serie era nella mia lista di Netflix ma ancora non mi ero decisa a guardarlo. Poi qualche settimana fa cercando una serie da guardare durante il volo, l’ho vista e ho deciso che era arrivato il momento.
All’inizio non capivo nulla di quello che stava succedendo ma poco a poco la storia si è fatta davvero interessante. Capiamo velocemente che Orphelin Bay non è una cittadina come tutte le altre e che nasconde qualcosa ma non viene svelato subito ciò che si nasconde.

Se vi aspettate la classica serie tv con sirene vi sbagliate di grosso. In questa serie non troviamo le sirene a cui ci hanno abituato da bambini, come ad esempio la Sirenetta. Qui troviamo sirene che fanno di tutto per ottenere ciò che vogliono, ma soprattutto sono sirene che non hanno paura di sporcarsi le mani se devono risolvere qualche problema.

Ammetto che dopo il primo episodio non ero affatto convinta però gli attori mi hanno “convinta” ad andare avanti. In fin dei conti erano solo 8 episodi e poi se avesse continuato a non piacermi l’avrei abbandonata. Ma già nel secondo episodio sono iniziati ad arrivare colpi di scena che mi hanno incuriosita molto e spinta ad andare avanti. 
Ho iniziato a chiedermi perché in quella cittadina ci fossero tanti segreti e chi fossero questi Tidelanders.

Essendo solo 8 episodi la storia è molto veloce però non per questo mancano le informazioni, certo ci sono molte domande senza risposta ma dal finale intuisco che sarebbero arrivate con la seconda stagione.
È stato un finale scioccante e proprio per questo non posso accettare che la serie sia stata interrotta così, ma sono passati 3 anni e io non trovo informazioni sulla seconda stagione da nessuna parte. Se qualcuno di voi sa qualcosa fatemelo sapere nei commenti :)

È una serie ricca di colpi di scena e di rivelazioni che lo spettatore non si aspetta ma soprattutto non ci sono punti morti. Non dico che ogni istante succeda qualcosa ma non ci sono scene messe lì tanto per allungare la solfa.

Il finale mi ha lasciata sconvolta, la metà delle cose che succedono non me le aspettavo e la stagione termina con molti punti di domanda. Non sappiamo quello che succederà a Cal e suo fratello, non sappiamo quello che succederà tra i Tidelanders ma soprattutto cosa voleva ottenere Adrielle.

mercoledì 14 aprile 2021

FILM RECENSIONE: La verità di Grace

 Ciao leoncini a Pasqua con la mia famiglia abbiamo guardato questo film.
Sinceramente quando mia sorella sceglie i film non mi fido mai, anche perché abbiamo gusti completamente diversi, però devo dire che è un film interessante. La storia sarebbe stata molto più bella se fosse stata sviluppata in modo diverso e in modo più approfondito.

Titolo: La verità di Grace
Genere: Drammatico, thriller
Durata: 120 min
Anno: 2020
Paese: Stati Uniti d'America
Valutazione: ★★★
Trama: Grace è una donna che, dopo aver divorziato, viene sopraffatta dalle sue fragilità e dalla malinconia di poter ritrovarsi sola per sempre. Proprio quando sembra aver perso ogni speranza di potersi innamorare ancora, la protagonista Grace conosce un affascinante e misterioso uomo. Quest'ultimo è giovane e carismatico e conquista subito il suo cuore, con piccoli e semplici gesti. I due si sposano, tuttavia la ritrovata serenità di Grace è destinata a finire ben presto. L'uomo di cui la protagonista si innamora si rivela un uomo meschino, capace di approfittare della sua prestigiosa carriera per depredarla di un’ingente somma di denaro, la tradisce apertamente e si appropria della sua casa. Grace, distrutta, aggredisce il marito e ne confessa l'omicidio, ma il corpo non viene mai ritrovato. Jasmine Bryant, che ricopre il ruolo di avvocato difensore in questo primo incarico, non è pienamente convinta della sua colpevolezza. La donna seguirà qualsiasi pista pur di scoprire la verità su questo caso e indurre Grace a confessare la più mera verità.

COMMENTO:
All’inizio sembrava lentissimo, infatti c’è stato un momento in cui avremmo voluto stopparlo e guardare altro, ma poi andando avanti la storia si fa un po’ più interessante. 
La storia inizia con Grace già in carcere e con l’assegnazione del suo caso a Jasmine, un’avvocatessa che non ha mai portato un caso in tribunale perché ha sempre fatto accettare i patteggiamenti.
Inizialmente mi sembrava un avvocato schifoso ma poi anche lei capisce che qualcosa nel caso non torna.

Grace racconta la sua storia, come ha conosciuto Shannon e come si è sentita con lui. Racconta anche però come la sua vita in poco tempo sia precipitata e come tutto cambi molto in fretta.
Spiega come viene licenziata e come scopre che sia stato proprio Shannon a tradirla e a farla licenziare. Capisce di essere stata presa in giro e per questo una sera preda della rabbia lo ammazza.
Quello che però a Jasmine non torna è il fatto che il cadavere sia sparito e Grace ripeta in continuazione che lei non l’ha spostato.

Una volta che il caso viene portato in tribunale le cose non vanno esattamente come ci si potrebbe aspettare anche perché la testimonianza della persona su cui Jasmine fa affidamento è proprio quella che fa crollare tutte le speranze di uno scagionamento.

Quello che non mi sarei mai aspettata da questo film è il finale che cambia tutte le carte in tavola.
Non mi sarei mai aspettata di scoprire cosa ci fosse davvero dietro a tutta la vicenda. Finalmente si riesce a far chiarezza su molte delle domande senza risposta e anche sull’episodio iniziale che coinvolge il marito di Jasmine.

Gli attori non mi hanno convinta molto ma ciò che mi ha convinto ancora meno in questo film sono i personaggi. Sono tutti poco definiti e mal sviluppati.
Jasmine ha sempre sognato di essere avvocato ma alla prima difficoltà vorrebbe solo scappare e andare a nascondersi sotto al letto. Il marito, Jordan, è un poliziotto anche se in alcuni momenti momenti sembra davvero insensibile, come ad esempio quando racconta che ha visto una donna suicidarsi.
Sono tutti personaggi appena accennati senza però essere ben definiti e questo ha reso il film poco convincente anche se poteva essere una storia davvero interessante.

mercoledì 10 febbraio 2021

SERIE TV RECENSIONE: L’Alienista (Stagione 1 e 2)

Ciao leoncini, finalmente dopo aver visto questa serie mesi fa sono riuscita a scrivere la recensione.
Questa settimana volevo parlarvi di Fate, ma non trovo le parole giuste mentre finalmente le ho trovato per parlarvi di questa serie davvero stupenda. Se ancora non avete visto The Alienist vi consiglio di farlo perché merita tantissimo. Io non pensavo ami sarei mai innamorata di questa serie ma mi ha molto sorpreso e sì alla fine me ne sono innamorata.
Dopo averla vista ho anche scoperto che le due stagioni sono tratte da due romanzi. Spero di riuscire a recuperarli presto per poterli leggere perché sono molto curiosa.

Titolo: L'alienista
Genere: drammatico, poliziesco
Stagione: 2
Episodi: 18
Durata: 42-53 min (episodio)
Anno: 2018-2020
Paese: Stati Uniti d’America
Valutazione: ★★★★,5
Trama: Nel 1896 la città di New York è vittima di brutali omicidi. Quando il corpo di un ragazzo che si prostituiva viene trovato orrendamente mutilato e abbandonato vicino al ponte di Williamsburg, ancora in costruzione, il neoeletto commissario di polizia Theodore Roosevelt chiama l'analista e dottore Laszlo Kreizler e l'illustratore John Moore, suo amico di lunga data, per indagare nella massima segretezza. A loro si aggiunge Sara Howard, la testarda segretaria del commissario, decisa a diventare la prima detective donna della città. Il gruppo si ritroverà ad avere a che fare con gangster e poliziotti corrotti, cercando di entrare nella mente del serial killer e creare un profilo psicologico di un assassino basandosi sui dettagli dei suoi delitti. Tutto questo contornato dall'ideologia e dalla società dell'epoca, in una New York in pieno sviluppo industriale, ma comunque condizionata da idee raccapriccianti sulla psicologia umana e soprattutto in continuo scontro tra quello che è peccato e malato pensare e quello che è buono e giusto.

COMMENTO:
Ho iniziato a vedere questa non sapendo bene cosa vedere, ma avevo sentito molto parlarne bene e in più era da poco uscita la seconda stagione quindi non potevo non vederla.
È una serie che tratta i primi passi della criminologia, campo che mi affascina molto, anche perché ho due coinquiline che la studiano, e anche perché ho sempre amato i polizieschi.

La prima stagione inizia in modo un po’ inquietante e crudo e mantiene questa crudezza per tutto il tempo. Questo è un particolare che mi ha colpito molto perché anche se da una parte un po’ potrebbe “molestare” dall’altro attrae lo spettatore, lo incuriosisce per far sì che voglia saperne di più.
Ma ciò che incuriosisce di più sono i protagonisti di questa serie. Uno è il dottor Laszlo Kreizler, l’Alienista, che studia in un modo un po’ ossessivo la mente criminale per poterne tracciare dei patroni e così arrivare a darne un profilo psicologico. Poi troviamo John Moore illustratore del New York Times; partecipa alle indagini soprattutto per fare un favore al suo amico, il dottore. Infine incontriamo Sara Howard la segretaria del commissario ma che sogna diventare la prima donna detective; ha tenacia è determinata e non si ferma davanti a nulla, per lei la sua carriera viene prima di qualunque cosa.
Sono un trio un po’ strano ma che a modo suo funziona e riescono ad indagare bene anche grazie all’aiuto di due fratelli ebrei, Marcus e Lucius Isaacson, i quali aiutano nelle questioni di medicina legale.

La prima stagione parla di un caso mentre nella seconda stagione si parla di un altro caso.
Però anche se si tratta di due casi diversi lo stile rimane quello. La storia è misteriosa e un po’ inquietante ma poi i fatti iniziano a prendere forma mano a mano che i nostri tre protagonisti indagano. Però più indagano più le vicende si fanno intrigate e in alcuni casi pericolose, ciò fa sì che la serie sia ricca di suspense e troviamo anche un tocco di ansia.

In entrambe le stagioni i finali mi hanno lasciata a bocca aperta.
Possiamo dire che i finali siano la conclusione scioccante di una serie la quale ad ogni episodio lascia lo spettatore senza parole e senza fiato perché è un susseguirsi di momenti sconvolgenti e ricchi di suspense.

mercoledì 20 gennaio 2021

FILM RECENSIONE: Mistero a Crooked House

 Buongiorno leoncini, oggi vi parlo di questo film tratto da un libro di Agatha Christie.
Quando ho ascoltato l’audiolibro non mi aspettavo di innamorarmi della storia e quando ho scoperto che ne avevano fatto un film non ho potuto non guardarlo.
Dovrei però ficcarmi bene in testa che la maggior parte delle volte gli adattamenti non sono all’altezza dei libri, soprattutto quando il libro è piaciuto moltissimo. Infatti per me il libro è stato uno dei migliori letti nel 2020. Qui vi lascio la mia recensione di È un problema, il libro da cui è tratto il film.
Voi avete visto il film? Avete letto il libro? Quale dei due avete preferito?
Titolo: Mistero a Crooked House
Genere: drammatico, giallo, thriller
Durata: 115 min
Paese: Regno Unito
Anno: 2017
Valutazione: ★★★
Trama: Mistero a Crooked House, il film diretto da Gilles Paquet-Brenner e basato sul romanzo di Agatha Christie, edito in Italia con il titolo "È un problema", è un giallo corale come quelli che piacciono all'autrice: un confronto incrociato tra i componenti di una ricca famiglia inglese, tra le sale della sontuosa villa del capostipite. Per ottenere finalmente la mano della bella e facoltosa Sophia Leonides (Stefanie Martini), incontrata al Cairo presso l'ambasciata inglese, il giovane investigatore privato Charles Hayward (Max Irons) deve risolvere il mistero che avvolge la morte di suo nonno, il patriarca Aristides Leonides, avvelenato da un familiare a Crooked House. Nella dimora lussureggiante, dove l'intera famiglia si è trasferita a causa della Seconda guerra mondiale, figli e nipoti del defunto puntano il dito contro Brenda (Christina Hendricks), giovane seconda moglie dell'anziano miliardario, accusata di avere una liaison sentimentale con il precettore dei nipoti. Le indagini personali conducono Charles su piste non battute dalla polizia, nuovi moventi emergono a rimescolare le carte, e gli alibi già traballanti dei misteriosi inquilini crollano sotto il peso di stringenti interrogativi. Non solo ci si domanda chi è l'assassino, ma se e quando colpirà ancora.

COMMENTO:
Come ho detto dopo aver ascoltato l’audiolibro non ho potuto evitare vedere il film quando ho scoperto della sua esistenza.
Il film è molto emozionante anche se sembra più un thriller che un giallo. 
Il bello di questa storia sono i personaggi. Sono tutti molto stravaganti che li rende divertenti ma allo stesso tempo non fa trasparire chi possa essere l’assassino.
Fino alla fine non ho capito chi fosse l’assassino, o comunque non lo avrei mai indovinato se non avessi letto il libro.

Anche se il film mi è piaciuto molto non sono riuscita a dargli più di 3 stelle perché essendo un adattamento del libro mi ha un po’ deluso. Se non avessi letto il libro sono sicura che questo film mi sarebbe piaciuto di più, anche perché il colpo di scena finale sarebbe stato la ciliegina sulla torta. 
Il film rispetto al libro l’ho trovato un po’ confusionario, vengono date informazioni fuori dal contesto e quindi hanno meno senso che nel libro.

Come ho precedentemente ho affermato i personaggi sono una parte molto importante di questa storia.
Se nel libro avevo apprezzato molto il personaggio di Sophia qui l’ho odiata un po’, anzi in realtà l’ho detestata abbastanza. Ho trovato molto odioso il suo modo di fare.
Però ho apprezzato sia nel film che nel libro il personaggio di Josephine. Ci sono differenze tra libro e film, ma di lei ho amato l’intelligenza, anche se non credo vorrei mai conoscere una ragazzina del genere perché mi porterebbe allo sfinimento dopo dieci minuti.
C’è poi il personaggio di Charles, che nel libro mi era piaciuto ma nel film non mi ha convinto affatto. Nel libro è la voce narrante della storia mentre nel film mi sembra un po’ un pesce fuor d’acqua che viene strapazzato dalla eccentrica famiglia Leonidas.

Il colpo di scena finale, come ho detto prima, è perfetto e fa concludere molto bene il film. Credo, ma soprattutto spero, che nessuno si aspettasse un finale del genere. È veramente sorprendente e lascia lo spettatore a bocca aperta.

mercoledì 13 gennaio 2021

SERIE TV RECENSIONE: La barriera

Ciao leoncini, finalmente torno con la serie tv/film recensione.
Durante le vacanze ho visto molti ilm di cui non vedo l’ora di parlarvi e ho anche finito alcune serie :)
Quali film o serie tv vi hanno fatto compagnia durante le vacanze?

In questo periodo sono un po’ stressata perché da settimana prossima inizia la sessione d’esame finale del primo semestre e in più domani ho due pratici.
Sto studiando come una matta perché all’inizio delle vacanze mi sono rilassata troppo e ora sono sommersa dallo studio.
Appena finisco gli esami continuo con le letture che ho in collaborazione e chiedo scusa a coloro che stanno aspettando la recensione ma mi sono un po’ persa.

Nel post di oggi vi parlo de La valla, o come si chiama in Italiano La barriera.
Ho visto questa serie a dicembre ma poi non ve ne ho più parlato.
Titolo: La barriera (originale: La valla)
Genere: Drammatico, Distopico
Stagione: 1
Episodi: 13
Durata: 50 min a puntata
Paese: Spagna
Anno: 2020
Valutazione: ★★★,5
Trama: Spagna, 2045. La crescente scarsità di risorse naturali ha trasformato le democrazie occidentali in regimi dittatoriali, che giustificano la mancanza di libertà con la promessa di garantire la sopravvivenza dei cittadini. In Spagna un governo dittatoriale occupa il potere con le stesse premesse. Nel frattempo, un virus sta devastando la Spagna e, mentre la vita nelle zone rurali diventa impossibile, la capitale Madrid è stata divisa in due regioni strettamente chiuse: il Settore 1, abitato dal governo e dai privilegiati, e il Settore 2, per tutti gli altri abitanti. L'unico modo per passare da una zona all'altra è attraversare la barriera di recinzione che le separa, per la quale è richiesto un pass normativo. Questo è il punto di partenza di una storia in cui incontriamo Julia (Olivia Molina), Hugo (Unax Ugalde) ed Emilia (Ángela Molina): una famiglia che fatica a recuperare la piccola Marta (Laura Quirós), attualmente nelle mani del governo. Una storia di sopravvivenza, di tradimenti, di grandi segreti e in cui un crimine inseguirà i protagonisti.
COMMENTO:
Io e le mie coinquiline abbiamo iniziato a vedere questa serie perché vedevamo spesso la pubblicità in tv e quindi la serie aveva iniziato ad incuriosirci. Non siamo mai stati grandi amanti delle serie spagnole, però devo dire che ne abbiamo viste alcune molto carine. 
Questa non è la miglior serie che io abbia visto ma è stata una serie ricca di colpi di scena e suspense. 

Quello che più mi ha lasciato a bocca aperta è che questa serie parla di un virus che sta devastando la Spagna dopo la terza guerra mondiale. Il virus è fatale e si cerca di trovare una soluzione il prima possibile. Pensate che questa serie è apparsa in televisione il 10 gennaio e guardandola in un periodo di pandemia mi ha messo un po’ d’ansia. 
Anche se quello che un po’ mi ha lasciato perplessa è il fatto che il virus, che è un punto fondamentale di questa serie, non viene mai approfondito. C’è solo un momento in cui se ne parla, e avviene verso la fine della serie, ma comunque non si approfondisce davvero. Questo rende un po’ meno realistica la storia.

Tralasciando le coincidenze tra questa serie e la realtà di questo ultimo periodo la serie è fatta molto bene. Fin da subito abbiamo colpi di scena e molta ansia. All’inizio è difficile capire cosa stia succedendo e capire come sia la nuova Spagna ma più la storia va avanti più le i fatti si fanno chiari.
La storia inizia con l’istante in cui finisce la guerra e gli stati si stanno ristabilendo, si vede come nelle strade ci sia il caos e vediamo come una famiglia cerca di fuggire, ma tutto va storto.
La vera storia però è 25 anni dopo dove ritroviamo la stessa famiglia e piano piano scopriamo ciò che gli è successo e ciò che sta succedendo nel Paese. I protagonisti di questa serie è questa famiglia, che ovviamente in 25 anni è cambiata molto. 

In questa serie i valori famigliari sono molto importanti, vediamo la famiglia principale ma allo stesso tempo consociamo anche altre famiglie e vediamo alcuni dei loro comportamenti, come quella del ministro della sanità.
Riusciamo a conoscere molto bene i personaggi e lo spettatore si affeziona molto ai buoni mentre odia profondamente i “cattivi”, o almeno è quello che è successo a me e alle mie coinquiline.

Un fatto che mi è piaciuto molto è che, essendo una serie distopica dopo la Spagna è governata da una dittatura dopo la guerra, i produttori hanno preso molti spunti a qualcosa di conosciuto come la dittatura di Franco. 
Il finale mi ha lasciata davvero senza parole perché non me lo sarei mai aspettata. Mi ero immaginata molti finali ma di certo non questo. Spero che facciano una nuova stagione per poter approfondire e scoprire cosa accadrà dopo un finale del genere.

mercoledì 16 dicembre 2020

SERIE TV RECENSIONE: Barbari

Ciao a tutti leoncini, meno male che ho scritto questo post prima perché sinceramente oggi è una giornata impegnativa. Stamattina alle 11 inizia il mio viaggio e se tutto va bene per le 20 sarò a casa con la mia famiglia. Voi riuscite a passare le feste in famiglia? 
Parlando di serie tv, avete visto questa serie? È una serie Netflix uscita a fine ottobre. L’ho vista qualche tempo fa ma non ho avito l’occasione di parlarvene.

Titolo: Barbari
Genere: Storico, drammatico
Stagione: 1
Episodi: 6
Durata: 41-51 min (a episodio)
Paese: Germania
Anno: 2020
Valutazione: ★★★
Trama: 9 d.C., i romani, guidati dal generale Varo, chiedono incessantemente tributi ai barbari, divisi in varie tribù in discordia tra loro.
Fra i soldati imperiali, milita Arminio, il quale tempo prima era il figlio del reik di una delle tribù germaniche, poi preso come ostaggio e cresciuto dallo stesso Varo come un figlio. Ritornato nella sua terra natia, Arminio dovrà affrontare non solo i compagni d'infanzia come Thusnelda e Folkwin, i quali hanno intrapreso una relazione sentimentale, ma dovrà anche accettare le sue vere radici germaniche. 
Arminio, diventato conscio di poter diventare il re delle tribù di tutti i germani, sposando Thusnelda, guerriera e finta profetessa che forma un collante tra le varie tribù, affronterà i soldati imperiali nella celebre battaglia di Teutoburgo.

COMMENTO:
Ho scoperto questa serie per caso e devo dire che mi è piaciuta, anche se mi aspettavo qualcosa di più. Ci sarà una seconda stagione, da quello che ho capito, e quindi capisco che sia introduttiva, anche se c’è molta azione però allo stesso tempo l’ho trovata lenta.

All’inizio odiavo il personaggio di Arminio, mentre ero dalla parte di Thusnelda e Folkwin. Poi più la storia andava avanti più capivo il modo di fare di Arminio mentre odiavo Thusnelda. Folkwin è l’unico che mi è sempre rimasto simpatico anche se ci sono stati momenti in cui l’avrei preso schiaffi per le sue stupidaggini.

La storia è molto interessante perché viene raccontata da parte dei barbari e racconta come vedevano l’invasione romana. Per me la storia è sempre stata raccontata dai romani, quindi ho sempre sentito parlare dei barbari come persone inferiori. Alla fine si sa che la storia viene narrata sempre dai vincitori e non dai vinti. La serie è un racconto fittizio quindi il fatto che ci si lamenti sulle deviazioni storiche mi sembra un po’ assurdo. Non mi sembra che nessuno abbia mai detto che questa è la vera storia dell’occupazione della Germania da parte dell’impero Romano. Quindi non capisco cosa ci si lamenti a fare. Non mi sembra che tutte le serie storiche siano precise al 100% sui fatti raccontati.

Il finale mi è piaciuto, anche se non mi ha convinto del tutto forse perché avevo iniziato ad apprezzare Arminio ma dopo la battaglia la sua sete di potere cresce troppo e questo non mi piace. Thusnelda si capisce dopo poco che è assetata di potere, è stato questo a farmi cambiare idea su di lei.
L’unico, dei tre protagonisti, a non essere accecato dal potere è Folkwin. Lui vuole unire le varie tribù solo per sconfiggere i romani, non per governarle.
Spero esca presto la seconda stagione per scoprire come continuerà la serie, anche se devo ammettere di avere qualche dubbio. Ho paura che si perdano troppo e che diventi una serie assurda.

Ho adorato i paesaggi e il modo in cui sono state introdotte le tradizioni germaniche. Ho odiato però il fatto che i romani, anche se è giusto perché tra germani e romani non si parlava la stessa lingua, parlassero latino. Questo ha portato a rallentare un po’ la serie. Come ho detto però è una cosa giusta, anche perché i romani parlavano davvero latino, anche se nella serie alcune volte era un po’ forzato da parte degli attori, e i germani parlavano la loro lingua, che non so quale fosse sinceramente.
Vedremo cosa succederà nella prossima stagione.

martedì 10 novembre 2020

RECENSIONE AUDIOLIBRO: Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness

 Ciao leoncini, come va?
Oggi vi parlo di Sette minuti dopo la mezzanotte, sarà una recensione diversa dalle altre perché parlarvi di questo libro non è facile. La storia è stupenda e mi è entrata nel cuore ma è anche stata straziante e dolorosa. Se lo avete letto sapete che è un libro molto profondo.
Vorrei farvi una domanda, so che esiste il film di questo libro, me lo consigliate? Rispecchia la storia?
La mia paura ogni volta che vedo un film tratto da un libro, è che mi abbiano rovinato il libro quindi anche se carino non riesco ad apprezzarlo perché lo paragono al libro.

Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte 
Autore: Patrick Ness
Letto da: Tiziano Bertrand
Genere: Drammatico, Fantasy per ragazzi
Durata: 3h 57 min
Valutazione: ★★★★
Trama: Conor O'Malley, tredici anni, negli ultimi mesi è tormentato da un incubo, "quello con il buio, il vento e le urla".
Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla... No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità. Età di lettura: da 12 anni.

COMMENTO:
In questa storia il protagonista è Conor un ragazzo di 13 anni che nell’ultimo periodo sta soffrendo molto a causa della malattia della madre. Da quando sua madre si è ammalata tutte le notti fa un sogno terribile in cui c’è un mostro davvero terribile.
Una notte a mezzanotte e sette minuti Conor viene chiamato da un mostro, ma non è quello dei suoi incubi. Questo mostro è antico, molto antico e aiuterà Conor. Normalmente i mostri non aiutano ma questo in un modo tutto suo aiuterà Conor ad ammettere la verità, la sua verità, quella che non ha rivelato a nessuno e che non vuole rivelare nemmeno a se stesso.

Il mostro per aiutare il ragazzo gli racconterà 3 storie e dopo toccherà a Conor raccontare la sua storia.
All’inizio non è facile capire come le storie di questo strano e particolare mostro potranno aiutare Conor ma sono storie che però hanno un messaggio nascosto e che alla fine porteranno il ragazzo a riflettere e ad accettare la sua verità

Questo libro fa riflettere ma soprattutto ci fa capire, che anche se dolorosa, la verità è l’unica soluzione e l’unica cosa che ci può salvare.
Le storie sono importanti. Possono essere più importanti di qualsiasi altra cosa. Se portano con sé la verità.

In teoria è una storia per ragazzi ma secondo me sarebbe giusto leggerla a qualunque età perché fa riflettere e ragionare sul fatto che ci sono momenti in cui tutti dobbiamo accettare e dire la verità per sentirci finalmente liberi, e questo spesso ce lo dimentichiamo.

Se ancora non avete letto questo libro ve lo consiglio, anche se il finale è un po’ duro da digerire. Ma come ho detto è una storia che fa riflettere.

giovedì 1 ottobre 2020

FILM RECENSIONE: Enola Holmes

Ehi leoncini, come state?
Finalmente sono riuscita a scrivere questa recensione ma devo ammettere che ultimamente non sono soddisfatta delle recensioni dei film o serie tv che faccio. 
Mi farebbe molto piacere se mi aiutaste a migliorare dicendomi cosa non vi convince, o se manca qualcosa.
Parlando di questo film, l’avete visto? A me è piaciuto anche se non mi aspettavo 2h di film e me lo aspettavo anche un pochino diverso.

Titolo: Enola Holmes
Genere: Drammatico, Giallo, Commedia
Durata: 123 min
Anno: 2020
Paese: Regno Unito
Valutazione: ★★★,5
Trama: Quando Enola Holmes - la sorella minore del ben più famoso Sherlock - scopre che sua madre è scomparsa, si mette sulle sue tracce per ritrovarla, mostrando a tutti di essere un'abile investigatrice e portando a galla una pericolosa cospirazione...

Nel giorno del suo compleanno, la giovane Enola Holmes non trova più sua madre in casa: la donna appare misteriosamente scomparsa. La ragazza avverte immediatamente i suoi fratelli maggiori, Mycroft e soprattutto Sherlock, rinomato investigatore provato della Londra di fine ‘800. Entrambi sono persuasi del fatto che Mrs. Holmes sia partita volontariamente, stanca del conformismo dell’epoca vittoriana, e che si sia unita a un gruppo di bohémien. Per Enola potrebbero così aprirsi le porte del collegio, almeno secondo l’opinione di Mycroft, ma la ragazza ha tutt’altre intenzioni. Così fugge verso Londra, alla ricerca della verità, cambiando look e sfoggiando un’inaspettata audacia. In città, Enola inizierà a risolvere diverse questioni ed a far luce su alcuni misteri, mentre i fratelli la inseguiranno per riportarla a casa. Ma non sarà facile trovarla… 

Tratto dai romanzi di Nancy Springer, il film introduce nel panorama cinematografico il personaggio inedito di Enola Holmes, esplosiva e imprevedibile sorella dei celebri Sherlock e Mycroft Holmes, creati da Sir Arthur Conan Doyle e già trasposti in numerose occasioni sul grande e piccolo schermo. Un incontro straordinario tra innovazione e tradizione, che non lascerà indifferenti gli appassionati delle avventure dell’investigatore britannico ma attrarrà certamente anche il pubblico più giovane, come già avevano fatto i libri della scrittrice americana.

COMMENTO:
Da quando era uscito il trailer non vedevo l’ora di vederlo, anche se devo ammattire che mi aspettavo qualcosa di diverso. Me lo aspettavo differente perché nella serie tv Sherlock Holmes quando conosciamo Enola la conosciamo come la cattiva, qui invece è una persona fantastica. (Devo anche ammettere che non sapevo fosse tratto da una serie di libri)

In questo film Enola ha molti anni di differenza con Sherlock e Mycroft, in più viene cresciuta dalla madre che è una super femminista, quindi la cresce secondo il suo pensiero e non come dovrebbero essere le donne di quel tempo.

Il film è molto carino anche se molto lungo. Se in alcuni casi la lunghezza non mi è pesata ci sono stati alcuni momenti che però sì mi è pesato.
Il film ha molti colpi di scena e si intrecciano due storie, per modo di dire, una è la ricerca della madre di Enola mentre l’altro è il caso del marchese.
Devo ammettere che non ero arrivata a chi ci fosse dietro al caso del marchese. Mi sono proprio fatta ingannare.

Il personaggio di Enola mi è piaciuto molto, soprattutto perché è una ragazza completamente diversa dalle donne vittoriane e proprio per questo riesce a scappare ai suoi fratelli e a cavarsela varie volte. E poi bisogna ammettere che Millie Bobby Brown è una grande attrice e in questo ruolo l’ho trovata fantastica.
Mycroft come sempre l’ho odiato per la sua aria saccente e il fatto che venga interpretato da Sam Claflin l’ho adorato.
Ho apprezzato molto anche Henry Cavill nel ruolo di Sherlock, certo Benedict Cumberbatch è un’altra cosa ma alla fine essendo un film incentrato in Enola, e comparendo poco Sharlock, è andato molto bene anche Henry Cavill. 

Spero che facciano un altro film su Enola, sempre con questi attori, perché non vedo l’ora di conoscerla meglio e anche per ridere ancora con lei e anche un po’ di lei ;)

mercoledì 9 settembre 2020

SERIE TV RECENSIONE: Cursed

Ciao leoncini, finalmente torno con la rubrica del mercoledì e oggi vi parlo di Cursed.
É una serie originale di Netflix che è uscita a luglio, la volevo vedere subito ma non ce l’ho fatta e l’ho recuperata solo ora. Voi l’avete vista? Avete qualche serie tv da consigliarmi? 
Ultimamente non so cosa guardare, forse perché voglio vedere molte cose ma poi non so scegliere, quindi ditemi una serie/film di cui vorreste la recensione o sapere la mia opinione. Ho l’abbonamento a queste piattaforme: Netflix, Amazon Prime e Disney+ 😊

Titolo: Cursed
Genere: fantasy, drammatico, avventura, azione
Stagione: 1ª
Episodi: 10
Durata: 48-60 min (episodio)
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2020
Valutazione: ★★★,5
Trama: Cresciuta in un villaggio di druidi, Nimue è considerata “maledetta” dai suoi coetanei (tutti tranne l’amica Pym) perché ha il potere di risvegliare le forze della natura. Quando il villaggio viene incendiato dai Paladini Rossi, monaci il cui scopo è cancellare ogni forma di magia dalla faccia della terra, Nimue riesce a scappare. La madre, prima di morire, le affida una missione: consegnare una potente spada al mago Merlino.
Premessa: Scrivendo per Deadline, Nellie Andreeva descrive Cursed come «una rivisitazione della leggenda arturiana, raccontata attraverso gli occhi di Nimue, una giovane eroina con un dono misterioso destinata a diventare la potente (e tragica) Signora del Lago. Dopo la morte di sua madre, trova un partner inaspettato in Artù, un giovane mercenario, nel tentativo di trovare Merlino e consegnare un'antica spada. Nel corso del suo viaggio, Nimue diventerà un simbolo di coraggio e ribellione contro i terrificanti Paladini Rossi e il loro complice Re Uther». Sempre nel medesimo articolo, Andreeva definisce la serie «una storia di formazione i cui temi sono propri della nostra epoca: la distruzione della natura, il terrorismo religioso, le guerre insensate e il coraggio di andare oltre l'impossibile».
COMMENTO:
Prima di vedere questa serie ne avevo già sentito parlare moltissimo ancora prima che uscisse. Normalmente non sono una persona che si informa molto perché vado molto ad istinto quindi avevo visto solo il trailer. Avevo quindi capito che fosse una serie che parlava del mondo arturiano ma che non parlava della classica storia ma si incentrava su un’altra persona, Nimue.
Il trailer mi aveva colpito moltissimo quindi non vedevo l’ora di vederla e devo dire che non mi ha delusa ma nemmeno mi ha colpita come mi aspettavo.

La serie è composta da 10 episodi e devo dire che, anche se fin da subito troviamo molta azione, ho trovato i primi capitoli un po’ lenti. La storia assorbe fin da subito perché si vuole capire cosa stia esattamente succedendo ma soprattutto chi siano e cosa vogliono i vari personaggi.
Ad esempio Artù non è il classico personaggio conosciuto in altre storie, anche Merlino è completamente diverso.
Nimue è un personaggio che mi è piaciuto molto anche se verso la fine ho iniziato ad odiarla un po’ per il suo modo di fare. Quello che però mi è piaciuto di lei dall’inizio alla fine è il suo modo di cercare in tutti i modi di salvare il suo popolo anche se questo significa sacrificarsi.

Spero che la seconda stagione esca presto perché voglio sapere cosa succederà dato che il finale era stato molto sconvolgente.
Un’altra cosa che mi ha sconvolta moltissimo è stato scoprire chi fosse il monaco piangente. Prima cosa non avevo capito che fosse cattivo e ci sono rimasta male solo per il semplice fatto che adoro Daniel Sharman; seconda cosa la rivelazione verso la fine e poi la rivelazione finale mi hanno davvero sorpresa, non me lo sarei mai aspettata. Questo è un motivo in più per voler vedere la seconda stagione 😃

mercoledì 22 luglio 2020

SERIE TV RECENSIONE: La verità sul caso Harry Quebert

Ciao a tutti come state?
Settimana scorsa ho visto questa serie, tratta dall’omonimo romanzo di Joël Dicker. Ho deciso di vederla perché ne ho sentito parlare moltissimo e soprattutto bene, voi l’avete visto?

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
Genere: giallo, thriller, drammatico
Episodi: 10
Durata: 478 min (totale)
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2019
Valutazione: ★★★
Trama: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
COMMENTO:
Come ho detto ho iniziato a vedere questa miniserie perché ne ho sentito parlare moltissimo ma anche perché volevo capire se Joel Dicker potesse essere un autore di mio interesse.
Dopo questa serie credo di aver capito che i suoi libri non rientreranno nelle mie letture.
I primi 6 episodi sono stati molto lenti, ho anche quasi pensato di abbandonare la serie ma mancava poco quindi ho deciso di andare avanti e ne sono felice perché gli ultimi episodi sono quelli che mi sono piaciuti di più.

Mi è piaciuto molto il modo in cui si comportato Marcus, perché anche se con dei dubbi sull’innocenza di Harry, cerca comunque tutte le prove per scagionarlo. Certo non è sempre stato perfetto, anzi… in alcuni momenti fa congetture troppo in fretta accusando le persone sbagliate.
Mi è piaciuto molto anche il personaggio del sergente Perry Gahalowood. All’inizio l’ho odiato perché lo ritenevo il classico poliziotto spocchioso, ma poi ho cambiato idea perché inizia a capire che nel caso c’è qualcosa che non va e quindi si fa aiutare da Marcus.
Un personaggio che ho odiato è Harry Quebert, quando viene arrestato cerca in tutti i modi di farsi aiutare da Marcus per essere scagionato ma si capisce che nasconde qualcosa e sono proprio quelle informazioni quelle che servirebbero per risolvere il caso ma che potrebbero distruggere lui.

Come ho detto gli ultimi 4 episodi sono stati i migliori, perché sono quelli con più colpi di scena. È un continuo sconvolgimento delle indagini perché dopo aver creduto di aver trovato l’assassino le indagini vengono stravolte completamente. La risoluzione del caso mi ha lasciata davvero senza parole perché non me lo aspettavo. E devo dire che le 3 stelle sono soprattutto per questi ultimi episodi, perché l’inizio l’ho trovato davvero lento.

mercoledì 3 giugno 2020

FILM RECENSIONE: Dangerous Lies

Domenica ho visto questo film, era un po’ che volevo farlo. Purtroppo è stato un po’ una delusione. Non mi aspettavo chissà che, però nemmeno questo.
Qualcuno di voi l’ha visto? Che ne pensate?
Io devo ammettere che ho deciso di vederlo soprattutto perché c’è Camila Mendes:, Veronica di Riverdale ahaha

Titolo: Dangerous Lies
Genere: thriller, drammatico
Durata: 97 min
Anno: 2020
Paese: Stati Uniti d’America 
Valutazione: ★★★/5
Trama: Una giovane ragazza di nome Katy assiste assieme a suo marito ad una rapina nel bar in cui lei lavora. Poco dopo i due trovano un nuovo lavoro nella casa di un uomo anziano che alla sua morte lascerà loro tutta la sua fortuna. Ciò li porterà alla scoperta di oscuri segreti.
COMMENTO:
Quando ho iniziato a vedere questo film non mi aspettavo chissà che, ma nemmeno che mi deludesse tanto. All’inizio mi piaceva molto, perché non è da subito chiaro cosa stia succedendo e si inizia a pensare a chi è sembrato più sospettoso.
Però poi più a storia andava avanti più mi sembrava una storia già vista e rivista.
Infatti il finale, arrivati a metà film, era abbastanza scontato anche se di certo mi aspettavo un lieto fine migliore. Questo finale però almeno lo ha reso un po’ diverso dal solito, dato che nei film di questo stile hanno un lieto fine epico ahaha.

I personaggi non mi hanno convinto più di tanto.
Katie è sempre troppo sorridente, anche mentre litiga ha sempre un sorrisetto sulle labbra. Non dico che Camila Mendes non sappia recitare, ma in questo film o lo ha fatto molto male oppure il personaggio doveva essere così e a me non è piaciuto. Per di più quando si arrabbiava con Adam era super finta, sembrava che da un momento all’altro gli avrebbe detto, tranquillo sto scherzando.
Poi c’è Adam, che si vede fin da subito che è il capro espiatorio di tutto quello che sta succedendo. Per di più lo hanno messo come il ragazzo povero che pur di essere ricco farebbe qualsiasi cosa, anche sporcarsi le mani.
Come coppia lui e Katie non mi sono piaciuti per niente, sono davvero improbabili dal mio punto di vista, ma va beh.

Gli ho dato 3 stelle su 5 perché comunque mi ha intrattenuta e nella vita ho visto film  peggiori. Ma soprattutto l’ho fatto per la prima metà del film che sembrava portasse a una storia diversa.

mercoledì 27 maggio 2020

SERIE TV RECENSIONE: Colony (1ª-3ª stagione)

Ciao a tutti, come state?
Ieri ho fatto un esame e stamattina alle nove ho fatto un esame “pratico”, se così si può definire in questo momento con gli esami online, sempre della stessa materia.
A voi come stanno andando gli esami? Li avete anche voi in questo periodo oppure ora ce li abbiamo solo in Spagna? Devo ammettere che non sono molto infornata su come funzioni in Italia, anche se ho mia sorella e le mie amiche che stanno studiando.

Parlando di serie tv settimana ho finito “The colony” che ho visto su netflix, ma vi dico subito che sono arrabbiata perché dopo la terza stagione hanno deciso di eliminarla, quindi si conclude con un grande finale di stagione che però essendo il definitivo fa davvero schifo.
Se vorrete vederla, sappiate che non avrà mai una conclusione. Però se tralasciamo questo “piccolo” particolare a me è piaciuta e ve la consiglio.
Voi l’avete vista? Che ne pensate?

Titolo: Colony
Genere: azione, fantascienza, drammatico
Stagioni: 3
Episodi: 33
Durata: 40-50 min a episodio 
Anno: 2016-2018
Paese: Stati Uniti d’America
Valutazione: ★★★★/5 (fino all’episodio 3x06) ★★/5 (dall’episodio 3x07 alla fine)
Trama: In una Los Angeles sotto assedio alieno, un mondo pericoloso di ideologie opposte, una famiglia lotta per sopravvivere e portare la libertà alla popolazione. Alcuni hanno scelto di collaborare con gli occupanti e beneficiare del nuovo ordine, mentre altri si sono ribellati e ne stanno pagando le conseguenze. Separati dal figlio durante l'invasione, l'ex agente dell'FBI Will Bowman e sua moglie Katie sono disposti a tutto per ricongiungersi con lui. Così, quando il potente Alan Snyder offre a Will l'opportunità di riabbracciarlo in cambio della sua lealtà al nuovo governo, lui e Katie devono andare oltre quello che credevano possibile e rischiare le proprie vite e il legame che li unisce per proteggere la propria famiglia.

COMMENTO:
Le prime due stagioni sono state le mie preferite, nella terza hanno iniziato a perdersi un po’ e a perdere quello che per me aveva reso la serie quello che era, cioè l’unione che i Bowman avevano come famiglia.
Ma iniziamo dal principio. La prima stagione ci catapulta direttamente in una Los Angeles completamente diversa da quella che conosciamo. Non si capisce immediatamente ciò che sta succedendo e chi stia davvero controllando la Terra, ma man mano che la storia va avanti iniziamo ad avere qualche informazione. In questa stagione la storia si concentra soprattutto sui Bowman e meno nel dare spiegazioni su ciò che sta accadendo e come funzioni esattamente il mondo da quando è stato invaso. Queste informazioni ci vengono date nel corso soprattutto della seconda, quando si inizia a capire meglio come funzionano i Blocchi, così vengono chiamate le città, o per lo meno quelle che sono rimaste in piedi o che sono utilizzate, e come funziona ormai il mondo.  Si inizia a capire come fanno gli invasori a sapere tanto, ma soprattutto come alcuni siano stati scelti per governare.

Questa serie mostra come una famiglia normale a causa dell’invasione cambia completamente. All’inizio odiano il nuovo governo, ma pur di riunire di nuovo la famiglia farebbero qualsiasi cosa. Allo stesso tempo però non vogliono nemmeno abbassare la testa davanti a “persone” che gli hanno portato via tutto e che sono arrivati un giorno e hanno preso il potere.
Non sempre le decisioni che prendono sono giuste ma quello che fanno è tutto per mantenere unita la famiglia. Questo cambia però a metà della terza stagione quando Will e Katie in un certo modo perdono la strada e si può dire anche di Bram, il figlio più grande, perché i suoi si sono persi lui inizia a prendere alcune decisioni alquanto discutibili.

Come ho detto a metà della terza stagione questa serie inizia a perdere, e io devo ammettere che avrei guardato una possibile quarta stagione solo per capire come andasse a finire. Non avendomi dato l’opportunità di un final, vi dico che gli ultimi capitoli mi sembrano un po’ messi lì così tanto per dare il contentino allo spettatore. Non mi sembra che i produttori sapessero esattamente come avrebbero continuato e quindi hanno inventato quegli episodi un po’ su due piedi. È che hanno deciso di iniziare a cambiare il carattere dei personaggi completamente, capisco che stessero soffrendo perché nessuna famiglia esce illesa da qualcosa come quello che è successo a loro, ma non posso accettare che invece di unirsi come famiglia, come avevano sempre fatto, iniziassero a sgretolarsi e in un certo modo a autodistruggersi e distruggersi a vicenda.

Mi spiace molto che sia finita così. Poteva essere una grande serie e secondo me l’hanno lasciata andare alla deriva. Aveva delle ottime basi ma quando iniziato a svilupparla un po’ di più, cercando di non concentrarsi solo ed esclusivamente sulla famiglia, hanno perso completamente il filo della storia.

mercoledì 13 maggio 2020

FILM RECENSIONE: Swing Kids - Giovani ribelli

Ciao a tutti, ieri pensavo di riuscire a scrivere la recensione ma ho finito tardi dal parrucchiere e poi dovevo fare un lavoro per l’università, che finalmente ho appena terminato.
Ora che ho un attimo vi parlo di questo film che ho guardato per l’università. Non ne avevo mai sentito parlare e voi? Lo avete visto? Che ne pensate?
Devo dire che non pensavo ma mi ha commosso molto.
Ultimamente mi piace molto vedere e leggere cose riguardanti la seconda guerra mondiale, perché mi piacerebbe poter capire meglio ciò che a portato a tanto odio e tanta crudeltà.

Ps: ho deciso di cambiare la valutazione e iniziare a metterla con le stelline, lo farò anche le recensioni dei libri ;)


Titolo: Swing Kids - Giovani ribelli
Genere: drammatico, musicale
Durata: 112
Anno: 1993
Paese: Stati Uniti d’America
Valutazione: ★★★★
Trama: Liberamente ispirato a un fatto realmente accaduto. Nel 1942 il nazismo mise fuorilegge la musica jazz, in favore di musiche prettamente nazionali come i valzer o Wagner. Così alcuni giovani di Amburgo poco più che adolescenti, appartenenti alla Hitlerjugend, si divertono ascoltando musica jazz americana, rischiando dure punizioni. L'amore per lo swing diventa una forma di ribellione.
COMMENTO:
Come ho detto ho iniziato a vedere questo film per l’università e non pensavo fosse un granché ma mi sono ricreduta. Il genere non è il mio preferito però la storia colpisce molto.
É una storia di amicizia in un momento molto difficile della Germania. I protagonisti sono ragazzi tedeschi che adorano lo swing e si fanno chiamare gli Swing Kids, però in quel periodo la musica americana era severamente proibita, ma soprattutto i ragazzi della loro età dovevano fare parte della gioventù hitleriana. Per loro però il nazismo i giovani hitleriani sono tutti degli imbecilli senza personalità e si promettono di non farne mai parte.
la storia prende una svolta sconvolgente quando Peter, uno dei ragazzi, viene obbligato a entrare nella gioventù hitleriana per non avere problemi a causa di un piccolo furto. Thomas, il suo migliore amico, per non lasciarlo solo si arruola anche lui. Thomas però, anche se non sembra, è una persona facilmente influenzabile e si lascia abbindolare dalla propaganda portata avanti all’interno del gruppo. Questo inizia a sfaldare il gruppo dei Swing Kids che poco a poco si allontana. Il rapporto tra Thomas e Peter si rompe completamente dopo “l’incidente” di Arvid, uno dei loro amici. Mentre Thomas si integra sempre meglio nel gruppo dei giovani hitleriani, Peter si fa sempre più ribelle e fan del Swing.
Il finale è la parte che più mi ha spezzato il cuore perché anche se Thomas cerca di far capire a Peter quello che rischia non si mette in mezzo quando viene arrestato dalla gestapo. Ma prima che possano portarlo via rinsavisce e gli urla Swing Heil, il loro saluto al posto del tradizionale Sieg Heil.

Questo film porta a riflettere su come il nazismo con le sue propagande e con il suo incutere timore abbia diviso amici ma addirittura famiglie. Infatti si accenna anche al padre di Peter ormai morto, ma che ha lasciato un grande vuoto nella sua famiglia, ma soprattutto risentimento nella moglie che lo “odia” per il fatto di non aver cambiato le sue idee difronte al nazismo.

Oltre alle riflessioni che porta questo film mi è piaciuta molto l’ambientazione ma soprattutto la musica. Non sono una grande fan del Jazz ma in questo film mi ha davvero colpita.

mercoledì 29 aprile 2020

SERIE TV RECENSIONE: Designated Survivor (1ª-3ª stagione)

Ciao a tutti, come va?
Io tutto bene anche se non vedo l’ora del 2 maggio quando qui in Spagna si potrà almeno uscire a fare una passeggiata o sport, ma visto che non sono una sportiva accetto la passeggiata ahaha.
In Italia non ho ben capito quando si potrà uscire, perché anche se alcune notizie arrivano sono ovviamente più incentrate nella situazione della Spagna.
Comunque in questi giorni ho finalmente finito di vedere questa serie, voi l’avete vista?


Titolo: Designated Survivor
Genere: thriller, drammatico, azione
Stagioni: 3
Episodi: 53
Durata: 45 min (episodio)
Paese: Stati Uniti d'America
Anno: 2016-2019
Valutazione: 3/5
Trama: Nella notte del discorso sullo stato dell'Unione, un'esplosione distrugge il Campidoglio degli Stati Uniti, uccidendo il Presidente e tutti coloro che sono in linea di successione, ad eccezione del segretario della Casa e dello Sviluppo UrbanoThomas Kirkman, nominato sopravvissuto designato. Secondo la consuetudine nata durante la guerra fredda di tenere al sicuro almeno uno dei componenti della linea di successione presidenziale quando tutte le principali autorità si riuniscono in uno stesso luogo. Kirkman stava seguendo il discorso con la moglie Alex davanti il televisore quando viene portato di fretta alla Casa Bianca poco dopo l'attacco per assumere le funzione di Presidente. Kirkman giura immediatamente come presidente, inconsapevole che l'attacco è solo l'inizio di ciò che verrà.
L'agente dell'FBI Hannah Wells avvia le prime indagini sul luogo dell'attacco, mentre Kirkman è chiamato a gestire lo schieramento di navi da guerra iraniane nello stretto di Hormuz e il redattore di discorsi Seth Wright prepara le parole che il nuovo Presidente dovrà rivolgere alla Nazione.
COMMMENTO:
Ho iniziato a vedere questa serie quando è uscita nel 2016, e devo ammettere che me ne ero innamorata.
Mi piaceva moltissimo il fatto che un politico che non si era mai ritenuto tale diventi presidente in uno dei momenti peggiori della storia americana, ma soprattutto mi piacevano i personaggi e il loro modo di essere.
Thomas Kirkman cerca, omettendo alcuni errori, di essere sempre abbastanza trasparente con il popolo dicendo che anche lui ha sempre odiato i politici bugiardi. Ma poi con l’andare avanti delle stagioni si vede come piano piano inizia ad avere una mentalità più da politico e la dimostrazione l’abbiamo nel finale, dove tutto il rispetto che avevo per lui è scomparso completamente. Bisogna anche dire che però un po’ si sente in colpa, ciò non significa che questo lo renda meno colpevole per ciò che ha fatto, o meglio ciò che non ha fatto.
Tre personaggi che mi sono sempre piaciuti sono Emily, Seth e Hannah.
Seth mi piace perché riesce sempre a tirare su il morale a tutti ma soprattutto anche se i suoi doveri diventato sempre più importanti non si lascia abbattere ma soprattutto c’è sempre per i suoi amici.
Emily  riesce a rimanere fedele fino alla fine ai suoi principi, anche se questo le costa molto perché la porta a trovarsi in disaccordo con Kirkman, soprattutto nell’ultima stagione. il fatto che sia fedele ai suoi principi non significa che non commette errori ma dopo averli commessi cerca di rimediare.
Infine c’è Hannah lei mi piace perché è una donna dura che non si arrende davanti a nulla. Da quando  inizia la sua indagine non si arrende mai, nemmeno quando si mette contro i suoi capi e rischia di perdere il lavoro. L’ho amata dalla prima alla terza stagione.

La terza stagione è stata la stagione più deludente perché qui si parla delle elezioni e ci sono i cambiamenti più grandi di Kirkman, da buona persona a politico. Ma soprattutto in questa stagione vengono inseriti molti personaggi che a mio parere sono messi un po’ lì per allungare la storia. Con questi personaggi in più questa stagione mi ha ricordato un po’ una soap opera.
So che dopo questa stagione non ce ne sarà un altra ma sinceramente non saprei nemmeno se avrei visto una 4ª stagione dato il flop della 3ª.

mercoledì 22 aprile 2020

FILM RECENSIONE: Il suo ultimo desiderio

Ciao a tutti come state? 
Ieri per me è stata una giornata stressante, mi sono resa conto che ho studiato poco o niente da quando è iniziata la quarantena e ora sono con l’acqua al collo. Ma più penso a quello che devo fare più mi stresso e questo sta diventando un circolo vizioso che non so come interrompere ora che è iniziato. Ma soprattutto vorrei leggere e soltanto leggere ma se lo faccio ovviamente mi sentirei in colpa quindi non riesco a leggere 😭
Ma parliamo di cose più felici, voi avete visto questo film?


Titolo: Il suo ultimo desiderio
Genere: drammatico, thriller
Durata: 115 min
Anno: 2020
Paese:  Stati Uniti d'America
Valutazione: 3,5/5
Trama: Elena McMahon, una delle migliori reporter nel suo campo con alle spalle anni di esperienza, sta indagando su un traffico d'armi in America Centrale, quando scopre che chi si nasconde dietro al contrabbando è proprio suo padre. Incontrato il genitore per dissuaderlo dai traffici illeciti, Elena scopre che l'uomo è gravemente malato e le chiede come ultimo desiderio di consegnare per lui una commissione. Nonostante sia in pieno disaccordo, la giornalista accetta, convinta che in questo modo possa riuscire anche a trovare il bandolo della matassa di questo contrabbando e risolvere il caso. Spinta sempre più nell'occhio del ciclone, la reporter finirà per diventare una delle protagoniste della vicenda, ritrovandosi intrappolata in un'intricata ragnatela, in cui è difficile trovare una via d'uscita pulita. L'unico che sembra poterle essere d'aiuto è l'agente segreto Treat Morrison, del quale finirà per innamorarsi.
COMMENTO:
Quando ho iniziato a guardare questo film mi aspettavo qualcosa di diverso; dato che me lo avevano consigliato non ho letto nemmeno la trama quindi non sapevo di cosa parlasse con esattezza.
Mi è piaciuta moltissimo la tenacia di Elena, la protagonista. É una giornalista che non si tira indietro davanti a nulla, nemmeno quando capisce che lo scoop che sta inseguendo potrebbe ucciderla. 
Si capisce fin da subito che la storia sarà piena di colpi di scena.
Inizia mostrandoci come Elena si spinge in zone protette per scoprire cosa sta succedendo, ma soprattutto si vede come i soldati di El Salvador uccidono i giornalisti ma Elena e la sua amica riescono a scappare. Poi vediamo come dei pezzi grossi parlano degli articoli pubblicati da Elena e di come fermarla. Questi sono tutti indizi che mi hanno fatto subito pensare ad un film con molti colpi di scena e con un po’ di suspense.
Quello che però non mi ha convinto molto è che la storia è un po’ confusa, ci sono stati momenti che non capivo esattamente cosa stesse succedendo o come e il perché alcuni personaggi apparissero a caso e lei non si rendesse conto che era abbastanza strano.
Il finale è quello che mi ha sconvolta di più, non me lo sarei mai aspettata. Certo sapevo o almeno avevo intuito chi fosse il responsabile dietro al traffico d’armi, ma di certo non mi aspettavo che andasse a finire così.
COME VALUTO UN LIBRO? Va molto in base alle emozioni che mi trasmette e a quanto mi cattura. Ci sono alcuni libri che non sono perfetti ma che comunque hanno le 4⭐️, poi ci sono libri che anche se sono belli non mi hanno catturata appieno e magari hanno un punteggio più basso. Quello che posso assicurarvi è che se vedete un 5⭐️ allora è una storia che mi è entrata nel cuore e che è anche scritta molto bene.