mercoledì 21 agosto 2019

PIANO CONCERTO SCHUMANN DI PAOLA MARIA LIOTTA (segnalazione + intervista)

Ciao a tutti, spero che le vacanze stiano andando bene.
Io spero che non finiscano mai anche perché il 2 di settembre inizio gli esami 😓
Parlando di libri oggi vi parlo di un libro davvero interessante. L'autrice e "Scrittura a tutto tondo" sono stati molto gentili e disponibili a concedermi un intervista.

TITOLO: Piano concerto Schumann
AUTORE: Paola Maria Liotta
EDITORE: Il seme bianco
GENERE: Narrativa contemporanea
Costo: 15,90€ (cartaceo)
Pagine: 167
TRAMA: 
Fiamma Fogliani è una pianista di fama internazionale e una donna dotata di classe, fascino e intelligenza. Vive a Londra, seguita dalla sua agente Emma, sotto le attenzioni dell’amica Paulette e coccolata dalla sua gatta Camelia; con Sergio è sbocciata una simpatia che potrebbe sfociare in qualcosa di più… insomma, la sua è una vita quasi perfetta.

Fino al giorno in cui un uomo, che non rivela la propria identità, la sceglie come solista nel Piano Concerto Schumann: Fiamma dovrà eseguirlo per un pubblico selezionato e l’incasso sarà devoluto a favore di un principato del Vicino Oriente devastato dalla guerriglia. Come se non bastasse, Paulette le regala un antico strumento musicale, una spinetta che ha una storia misteriosa…

In un romanzo che è una lode alla musica e alla bellezza, viviamo un susseguirsi di situazioni emozionanti e intricate, di pause sapienti e improvvise accelerazioni degne di una sinfonia. La protagonista si fa eroina e portavoce di tutte le donne consapevoli del proprio valore; dalla spirale che la avvolge, dopo una lotta accesa, uscirà vincente, riscoprendo nell’amore per la musica la sua unica possibilità di fronteggiare il male.


L’AUTRICE:
Paola Maria Liotta vive ad Avola (Siracusa) ed è docente di materie letterarie e latino nei licei. Appassionata di letteratura da sempre, cura presentazioni di libri, salotti letterari ed eventi culturali.
Ha pubblicato quattro sillogi poetiche, ottenendo premi di rilievo nazionale. Al 2013 risale la pubblicazione del suo primo romanzo, Ed era colma di felicità.
È anche appassionata di gastronomia: ha curato una rubrica gastronomica sul «Gazzettino del Sud-Est» e nel 2014 ha pubblicato Miele, mandorle e cannella, finalista al Premio Letterario “Città di Pentelite”.
A sei anni dal suo debutto nella narrativa, torna in libreria con Piano Concerto Schumann e affida a “Scrittura a tutto tondo” la promozione della sua opera.


INTERVISTA:
  1. Parlaci un po’ di te e delle tue passioni.
Saluto intanto i lettori e la curatrice del blog “Libri una passione”, che ringrazio. Sono una docente di Lettere, insegno in un Liceo, e amo da sempre i libri, la letteratura, la scrittura. Nella mia vita credo non ci sia stato attimo in cui non abbia avuto il supporto, la gioia, il godimento dei libri; e non solo per motivi di studio o prettamente professionali. Amo molto anche la musica e tutto ciò che pertiene l’arte e la cultura. La cucina, altra mia grande passione: perché in essa si mescolano tradizioni, usanze, riti e miti. Curo, quando possibile, un mio blog, www.paolaliotta.it, ovvero “Di scritture, di sogni e di chimere”. E, naturalmente, amo molto anche la poesia nell’accezione pura del termine, e la amo a partire dai classici greci, Omero in testa. Nella grande letteratura, non esistono generi giacché è un unicum meraviglioso dello Spirito.
  1. Com’è nata la tua passione per la scrittura? Ti ricordi il momento in cui hai iniziato a scrivere?
Ricordo a che età ho desiderato insegnare, sugli otto anni, con 40 bambole e una lavagna a muro. Inoltre ricordo vividamente l’ascolto attento delle narrazioni dei miei nonni, tutti bravissimi affabulatori, e le letture delle prime fiabe e dei primi libriccini per l’infanzia. Tutto ciò mi ha instillato un fortissimo amore per la scrittura. I miei mi narravano che, sui due anni, li assillai per un’intera giornata con la frase “cerchietto e coda”. Infine, con un pezzetto di carta in mano, li convinsi: volevo riprodurre sul foglio la lettera “a”, che qualche giorno prima mi avevano insegnato a scrivere; un cerchietto e una codina, appunto. Ho sempre inventato storie e creato fumetti, poesie, piccole prose e riflessioni. Ho iniziato tardi a pubblicare qualcosa di mio, e quasi scritto in estemporanea, e dico dei miei versi. Ma quanto ho maturato in me, dei miei interessi, delle mie ispirazioni, dei miei ideali, è ben custodito. Come un forziere pieno di visioni e di trame, da suscitare al momento opportuno. 
  1. Hai delle abitudini quando scrivi?
Nutro un grande desiderio di scrivere. Le ore più congeniali, quelle del mattino. E spesso mi bastano dieci-quindici minuti per dare corpo a quanto si è sedimentato in me, a un’emozione che intendo trasporre sulla carta, a un fatto o a un pensiero che ritengo importante tradurre in parole. Scrivo allora di getto, davanti a un bel caffè fumante. Ascoltare i suoni del risveglio è motivo di profonda gioia, la stessa gioia che la scrittura mi infonde sempre. Poi, ogni luogo, ogni tempo sono propizi se c’è l’ispirazione giusta per scrivere. 
  1. Com’è cambiata la tua vita scrivendo?
Avendo sempre scritto, potrei solo dire che è cambiata quando ho deciso di pubblicare: quanto andava sulla carta poteva ormai essere diffuso, non era più “mio”; quindi, era giusto, per me, che giungesse ad altri. Confido molto nel valore memoriale, affettivo, civile dello scrivere. Dunque, la mia vita ha acquisito semmai una luce diversa: per esempio, la consapevolezza di quanta bellezza ci circondi anche nei momenti più complessi. Un po’ come dice un grande poeta del nostro Decadentismo, “scoprire nelle cose il loro sorriso, la loro lacrima”. E io sono una disposta a vederci sempre, o quasi, il sorriso, in ogni tratto del reale. La scrittura è un’arma della speranza, la sua arma migliore.
  1. Quando scrivi una storia le idee sono già nella tua testa o arrivano strada facendo?
Sorriderò nel rispondere a questa domanda assai graziosa. Si possono prestabilire mille trame e fissare dei paletti al territorio della propria immaginativa. Però, quando i personaggi cominciano a essere vivi e ben definiti, sono loro che conducono il gioco… Ignorarne le ragioni profonde che li hanno fatti scendere in campo, cioè uscire dalle brume dei miei pensieri, vorrebbe dire negarne l’essenza, e ucciderli. Li preferisco ben vivi e pieni di aspettative, proprio come me. 
  1. Com’è nata l’idea per questo romanzo?
L’amore per la scrittura e quello per la musica hanno avuto terreno fertile nelle corde neppure tanto segrete della mia fantasia. È stata una bellissima avventura, così come il Concerto per pianoforte e orchestra in La minore, Op. 54 lo è stato per Robert Schumann, che lo ha concluso dopo ben cinque anni assai intensi di composizione. In questo romanzo può leggersi anche il mio tributo al compositore tedesco, che tanto ancora avrebbe potuto dare alla musica di tutti i tempi e, soprattutto, un omaggio alla grandezza della moglie, Clara Wieck, pianista e compositrice di fama, che ha portato al successo questo spartito. Per il resto, esso doveva nascere. L’idea ha preso corpo, ancora una volta, dalle mie predilezioni. Non per niente, i romanzi son definiti “creature di inchiostro e anima”.
  1. Com’è nato il personaggio di Fiamma Fogliani?

Fiamma Fogliani è una creatura meravigliosa e sublime, una grande artista, un grande cuore. Impossibile che non vedesse la luce. Una donna consapevole del suo valore, una innamorata a pieno di ciò che fa, è un bel personaggio, per questi nostri tempi spesso bui e desolati. La sua limpidezza di sentire, una bella sfida. La commozione per la sua arte, in lei, è pari all’ardore con cui ama la vita e si lascia incantare dalle sue occasioni. Un personaggio positivo e determinato, che affronta le gioie, gli eventuali disincanti e i successi con acume, sensibilità e grande cuore. Non potevo non dare vita a una protagonista così. 

1 commento:

  1. Grazie della bella intervista, un po' come andare alla radici del primo amore. Alle buone e belle letture sempre! Paola Maria L.

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COME VALUTO UN LIBRO: ⭐️ La storia non mi è piaciuta e c'è mancanza di grammatica ⭐️⭐️ Storia carina ma la scrittura lascia un po' a desiderare ⭐️⭐️,5 (la sufficienza) la storia è molto carina, possono esserci delle sviste nella battitura ⭐️⭐️⭐️ La storia mi è piaciuta ma mi è mancato qualcosa ⭐️⭐️⭐️,5 Bella storia, stile coinvolgente ⭐️⭐️⭐️⭐️ Molto bello ⭐️⭐️⭐️⭐️,5 Quasi perfetto ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ L'ho adorato